Non solo problemi finanziari, cambi di gestione e di proprietà, pagamenti mancati ai giocatori e messa in mora del club dagli stessi. Il Trapani domenica pomeriggio ha vissuto una delle giornate più tristi della sua storia calcistica. Non è potuto scendere in campo per giocare la partita contro la Casertana in programma alle 15, per la prima giornata del campionato di Serie C.

Poco contava che lo avrebbe fatto con una formazione infarcita di ragazzini pur di presentare una lista in grado di essere inserita a referto. Il problema è stato di natura burocratico: mancavano alcuni tesseramenti, senza i quali i responsabili federali non hanno potuto consentire lo svolgimento della gara. Tra questi, anche quello del medico sociale, che avrebbe dovuto garantire le norme sanitarie anti Covid che sono oramai la conditio sine qua non per poter giocare.

La situazione era nota già prima del fischio di inizio ma tutto si è svolto come se si potesse riuscire a giocare e onorare l'impegno sportivo. Il Trapani aveva in fretta e furia tesserato all'ultimo istante il proprio allenatore, Oberdan Biagioni, un paio di ragazzi della Primavera e il medico sociale. Ma gli ispettori federali hanno dovuto constatare loro malgrado che i documenti non erano arrivati per tempo alla Federcalcio e dunque non risultavano consegnati. Ciò ha comportato un problema burocratico che ha costretto il Trapani a non poter scendere in campo, decretando il 3-0 alla Casertana, regolarmente presente.

Si è dovuto attendere un'ora per verificare il tutto e far trascorrere anche il tempo necessario per consentire all'arbitro di prendere la propria decisione secondo regolamento. Infatti, le norme attuali impongono di attendere 45 minuti, ovvero il tempo della prima frazione di gioco per permettere che la partita inizi comunque. Trascorso il tempo tecnico e non essendoci i presupposti, la gara viene annullata e viene decretato il successo a tavolino.