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29 Settembre 2022
11:29

Gravi accuse su Al-Khelaifi: “Ha fatto torturare un uomo per cancellare le prove di uno scandalo”

Il presidente del PSG Nasser Al-Khelaifi è finito al centro di un nuovo scandalo dopo l’inchiesta di Liberation dalla quale emerge che il numero uno del club parigino avrebbe fatto incarcerare e torturare per 10 mesi un uomo al fine di farsi consegnare una chiavetta usb nella quale c’erano le prove di atti di corruzione per l’assegnazione dei Mondiali in Qatar e altre compromettenti attività illecite commesse dal emiro e dal suo entourage.
A cura di Michele Mazzeo
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Un'inchiesta fatta dal quotidiano francese Liberation getta pesanti ombre Nasser Al-Khelaifi, uomo di fiducia dell'Emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani nonché presidente del Paris Saint-Germain, accusato di aver fatto seviziare per diversi mesi un uomo allo scopo di farsi consegnare una serie di documenti compromettenti (contenuti in una chiavetta usb) che proverebbero atti di corruzione per far assegnare al Paese del Vicino Oriente l'organizzazione dei Mondiali 2022 (che andranno in scena dal 20 novembre al 18 dicembre prossimo).

Secondo quanto riporta la testata transalpina infatti Al-Khelaifi il 13 gennaio 2020 avrebbe fatto arrestare (mandando a casa sua ben 15 agenti delle forze di sicurezza del Qatar) un'uomo d'affari franco-algerino, un certo Tayeb B., che si era trasferito nell'emirato arabo insieme alla propria famiglia proprio dopo aver stretto un solido rapporto con il numero uno del Psg. L'uomo sarebbe quindi stato incarcerato e detenuto per 10 mesi in condizioni deplorevoli venendo sottoposto continuamente a maltrattamenti e pratiche di tortura. Il motivo? Evitare uno scandalo di portata internazionale (Al Khelaifi è anche presidente dell'Eca, membro del Comitato Esecutivo UEFA e principale alleato di Ceferin dopo l'affaire Superlega) pochi mesi prima del Mondiale.

Mentre l'uomo veniva torturato in una prigione di Doha, a Parigi, tra i suoi legali e quelli dell'Emiro, andava infatti avanti una trattativa per la scarcerazione (avvenuta poi a metà novembre 2020) che si sarebbe conclusa poi solo quando Tayeb avrebbe deciso di consegnare alle autorità qatariote gli scottanti documenti e firmare una clausola di riservatezza che lo costringerebbe a pagare 5 milioni di euro qualora qualcuno di questi documenti venisse reso pubblico.

Inevitabile pensare che quei documenti fossero altamente compromettenti per il presidente del Psg e per il Qatar. Secondo quanto emerge dall'inchiesta fatta da Liberation infatti in quei documenti ci sarebbero state schiaccianti prove per dimostrare atti di corruzione, perpetrati dallo stesso Al-Khelaifi, allo scopo di far sì che al Qatar fosse assegnata l'organizzazione del Mondiale 2022 (argomento su cui esistono già altre inchieste e anche procedimenti giudiziari). Ma non solo. In quei documenti sarebbero contenute anche le prove di diverse illegalità commesse dall'entourage del boss del club parigino nonché alcuni scabrosi segreti della sua vita privata a Parigi.

Toccherà ora alla giustizia francese far luce su questo nuovo scandalo che, a distanza di pochissimi giorni dall'ultimo, coinvolge nuovamente il numero uno del Psg: Al Khelaifi è stato infatti coinvolto di recente nell'inchiesta che ha portato all'arresto di tre uomini (ex poliziotti e lobbisti) accusati di "violazione del segreto professionale, traffico di influenze, corruzione, falsificazione e uso di falsi, assistenza in caso di ingresso illegale e permanenza in una banda organizzata, appropriazione indebita dello scopo di un file di dati, compromissione del segreto di difesa nazionale e assunzione illecita di interessi". Il numero uno del Paris Saint-Germain infatti si sarebbe avvalso dei servigi di queste persone per ottenere informazioni riservate sull'andamento dei processi giudiziari in corso che vedono imputati alcuni suoi calciatori, tra cui anche lo schiaffo ricevuto da Neymar dopo la finale di Coppa di Francia del 2019.

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