Il Napoli si presenta a Udine in chiara emergenza difensiva. Fuori Koulibaly, con Manolas che durerà 20 minuti o poco meno e in campo del primo minuto Rrhamani, un centrale che fin qui ha giocato solo tre minuti in tutta la stagione. Una scelta che non paga perché proprio il kosovaro sarà l'autore dell'errore gravissimo che lancerà Lasagna al pareggio e che Gattuso toglierà all'intervallo. Certificandone lo sbaglio e punendolo con un cambio, a favore di Mario Rui. Ma, allora, perché inserirlo in campo da titolare se al primo soffio di bufera – anche se fortissimo – lo togli dal campo?

E' vero che il Napoli in difesa – e non solo – paga pegno con l'infermeria ma è pur evidente che la doppia scelta di Gattuso (inserire un giocatore che non ha mai giocato, da titolare per sostituirlo dopo 45 minuti) appare come un'ulteriore certificazione delle difficoltà del tecnico nel gestire le situazioni. Una ‘colpa' che a Gattuso è stata già imputata e che sta mettendo a dura prova la volontà di De Laurentiis di parlare di contratto e prolungamento.

Il Napoli gioca anche bene a tratti ma subisce tanto e soprattutto dimostra di non avere tenuta mentale per tutti i 90 minuti, lasciandosi andare a clamorosi black-out come l'ultimo, al ‘Maradona' contro lo Spezia corsaro e felice. Uno stop che ha aperto la discussione sulle scelte di Gattuso ancor prima che sul rendimento dei singoli o l'assenza di top player quali Koulibaly, Osimhen e Mertens. Ma il punto è la decisione inziale – più che quella all'intervallo: perché inserire Rrahmani titolare in una trasferta molto delicata quando hai Mario Rui o Maksimovic a disposizione? Tanto che poi proprio il portoghese è entrato in campo a sostenere la causa azzurra così come il serbo in occasione dell'infortunio a Manolas.

Lo stesso Gattuso aveva ammesso lo sbandamento pre Spezia, imputando ai problemi fisici personali l'assenza della classica ‘cazzimma' da trasferire ai giocatori. Il Napoli aveva subito un decisivo uno-due contro Inter e Lazio perdendo in entrambe le occasioni ma adesso – dopo 16 partite – cinque tonfi e due pareggi appaiono troppi per pensare in grande.