"Con De Laurentiis non ho parlato". Sono le parole con cui Rino Gattuso chiude la sua intervista dopo Atalanta-Napoli e l'eliminazione della Coppa Italia, sfuggendo a domande più incalzanti sulla sua situazione in panchina. Evidentemente delicata, ma non al punto da arrivare all'esonero immediato. L'allenatore calabrese non rischia il licenziamento dopo la sconfitta di Bergamo. Una decisione presa a priori da De Laurentiis, che aveva scelto di essere presente al seguito della squadra come segnale di vicinanza in un momento complesso. Consapevole che dall'esito della partita non sarebbe dipeso la sorte di Gattuso. Almeno nell'immediato, con appena due giorni a separare il Napoli dalla partita con la Juventus, in programma sabato. Tempi troppo ristretti per poter gestire un momento traumatico come un avvicendamento in panchina.

Ma è ormai acclarato, anche dopo le turbolente dichiarazioni dello stesso Gattuso dopo Napoli-Spezia, come De Laurentiis abbia sondato altri allenatori con il pensiero di un cambio in corsa. Un progetto per ora messo da parte – complice la difficoltà di convincere gli obiettivi primari a subentrare a stagione inoltrata -, ma non accantonato del tutto, nella speranza di assistere ad una reazione del Napoli e non dover arrivare ad una separazione drastica. Napoli-Juventus, in questo senso, potrebbe rivelarsi una partita spartiacque: un brutto risultato, accompagnato da una brutta prestazione, potrebbe far vacillare definitivamente la posizione di Gattuso. Un'eventualità davanti alla quale lo stesso Ringhio si rimette alle decisioni della società.

"Dovete chiederlo a loro. Il capitano della barca sono io e quando le cose vanno male paga il capitano. Non posso pensare all'ultima spiaggia, devo lavorare e devo riuscire a dare fiducia alla squadra. Faccio l'allenatore, può capitare, non sarò né il primo né l'ultimo. Ho solo il dovere di provarci fino alla fine".

I numeri, ormai, sono impietosi: per il Napoli si tratta della 10ª sconfitta in stagione, che porta oltre il 30% la percentuale di partite perse nella gestione Gattuso. Numeri troppo negativi per passare inosservati.