Perché Comolli rischia il posto alla Juve se fino a ieri faceva il mercato: la rivoluzione di Elkann

In casa Juventus la situazione societaria si fa sempre più delicata. Damien Comolli, confermato solo poche settimane fa, è nuovamente al centro delle valutazioni dei vertici bianconeri e il suo futuro appare oggi tutt’altro che certo.
Le ultime riunioni interne avrebbero riaperto un dossier che sembrava chiuso, segno di una tensione mai davvero sopita all’interno della dirigenza.

La Juventus si trova di nuovo a dover gestire un equilibrio fragile e Elkann, dopo aver provato a mediare tra le componenti, ha capito che la convivenza tra Spalletti e Comolli è sempre più complicata. Non è una questione solo di operatività sul mercato ma proprio di lavoro quotidiano. Anche la scena dei due alla commemorazione delle vittime dell'Heysel aveva fatto storcere il naso
Sullo sfondo, il prossimo Cda potrebbe diventare decisivo per il futuro dell’intera area sportiva, mentre il club deve contemporaneamente costruire la squadra per la nuova stagione e rispettare i vincoli legati al fair play finanziario.
Juve-Comolli, situazione in evoluzione: la proprietà valuta il futuro dell’AD
La posizione di Damien Comolli alla Juventus è attualmente sotto esame da parte della proprietà, impegnata in queste ore a decidere se confermarne la fiducia oppure avviare una profonda riorganizzazione dell’area dirigenziale.
Il dirigente francese, fino a ieri pienamente operativo sul mercato sia in entrata che in uscita, ha lavorato in un contesto particolarmente complesso, condizionato dai vincoli stringenti del fair play finanziario e da un necessario riassetto dopo la mancata qualificazione in Champions League. In parallelo, resta da ricostruire anche la sintonia con l’allenatore Luciano Spalletti, con cui non sarebbero mancate divergenze di visione sulla gestione tecnica e sulle strategie future.

In queste ore, la proprietà sta intensificando le valutazioni sul progetto complessivo del club, con riunioni e confronti che proseguono per definire la nuova struttura societaria. Tra le ipotesi sul tavolo, secondo indiscrezioni, non è escluso un possibile cambiamento ai vertici con l’uscita di scena di Comolli. Ulteriori sviluppi sono attesi a breve, mentre il club riflette sulla direzione da imprimere alla Juventus del futuro.
Lo scontro Spalletti-Comolli: dal mercato di gennaio a Vlahovic e Alisson
Alla base delle difficoltà c’è soprattutto il rapporto mai realmente decollato con Luciano Spalletti. Tra tecnico e amministratore delegato la sintonia non sarebbe mai scattata, al punto che a fine stagione l’allenatore avrebbe anche chiesto un cambio di interlocutore per poter lavorare con maggiore continuità e condivisione delle scelte. Una richiesta che la proprietà, con John Elkann in prima linea, avrebbe inizialmente respinto imponendo una sorta di tregua interna per non stravolgere nuovamente il progetto tecnico.
Il primo vero punto di rottura risale al mercato di gennaio, quando Spalletti aveva invocato con decisione l’arrivo di una prima punta fisica, richiesta poi rimasta senza seguito. Dopo la gara con il Lecce, il tecnico aveva espresso apertamente la propria delusione per le scelte estive e invernali, lamentando una scarsa corrispondenza tra necessità tecniche e operazioni effettuate. Dall’altra parte, la dirigenza aveva difeso il proprio operato, sottolineando la condivisione delle decisioni, ma la distanza tra le parti è rimasta evidente.

Un altro nodo delicato riguarda il caso Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo è destinato a lasciare Torino a parametro zero, una situazione che Spalletti avrebbe cercato in più occasioni di evitare, sottolineando l’importanza del giocatore all’interno della rosa e il suo peso specifico nel sistema offensivo bianconero. La chiusura rapida del fronte rinnovo ha ulteriormente irrigidito i rapporti tra tecnico e area dirigenziale.
Infine, anche la vicenda legata ad Alisson avrebbe contribuito ad alimentare le frizioni. Il portiere, stimato da Spalletti e ritenuto un obiettivo prioritario, era stato oggetto di contatti e valutazioni interne, ma l’operazione non è mai decollata per ragioni economiche e di trattativa con il Liverpool. Un mancato affondo che ha rappresentato un ulteriore punto di rottura tra le parti.
Comolli via dalla Juventus? Cosa può accadere
In caso di addio all’attuale dirigente, tra i profili valutati dalla Juventus per la possibile successione circola con insistenza il nome di Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo.
Sul fronte dell’area sportiva, invece, Luciano Spalletti avrebbe indicato una preferenza precisa per il ruolo di direttore sportivo: si tratta di Matteo Tognozzi, oggi al Rio Ave e seguito anche dal Nottingham Forest. Per lui si tratterebbe di un eventuale ritorno a Torino, dove ha già lavorato in passato.