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Felipe Melo con gli occhi da fuori prima della finale: dice cose che commuovono i compagni

Il discorso di Felipe Melo prima della finale di Copa Libertadores vinta dal Fluminense sul Boca Juniors è da brividi: nel silenzio dello spogliatoio, il veterano di mille battaglie si alza e dice cose che toccano i cuori dei compagni.
A cura di Paolo Fiorenza
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Felipe Melo non era il capitano del Fluminense che una settimana fa ha vinto per la prima volta nella propria storia la Copa Libertadores battendo il Boca Juniors ai supplementari, ma è stato lui il calciatore che prima dell'inizio del match del Maracanã si è alzato nello spogliatoio della squadra brasiliana e ha tenuto un discorso da brividi. Impossibile restare indifferenti alle parole pronunciate dal 40enne centrocampista ex Fiorentina, Juventus e Inter, impossibile non essere toccati da cose che scavano nei cuori per spingere a mettere in campo tutto quello che si ha dentro.

Da quando è tornato in patria dopo aver lasciato l'Inter sei anni fa, Melo ha vinto ben tre Libertadores, la Champions sudamericana: la Copa sollevata col Fluminense segue le due messe in bacheca col Palmeiras nel 2020 e 2021. Un vincente pazzesco (chiedere al Galatasaray, dove ha vinto tre campionati) ed è per questo che pur essendo il difensore Nino il capitano della squadra in cui giocano anche Marcelo e Ganso, è stato lui a stagliarsi nel silenzio per pronunciare un discorso che è già storia, postato sui propri canali social dal Tricolor di Rio.

"Giochiamo in casa, questo per noi è un sogno e nessuno ce lo porterà via in casa nostra – ha esordito Melo, alzando via via i toni in un crescendo trascinante – Nessuno gioca e si allena meglio del Fluminense, nessuno ha più fiducia di noi".

Il veterano di mille battaglie è apparso sempre più trasfigurato, mentre con gli occhi da fuori arringava i compagni per far tirare loro fuori le risorse più profonde: "Ecco la nostra famiglia, lì ci sono i nostri figli, figlie e mogli! La gente ricorda quanto siamo arrivati ​​lontano e abbiamo raggiunto la finale, ma quello che non sanno è che ce la giocheremo e la vinceremo. Noi saremo campioni, è diverso! Sapete come? Giocando ogni minuto, correndo ogni minuto ed essendo una famiglia in campo!".

Parole cui è seguita l'ovazione dello spogliatoio: a quel punto la squadra allenata da Fernando Diniz era una truppa in missione che non poteva contemplare il fallimento. Salendo le scale del Maracanã i giocatori del Flu sapevano che quel giorno li avrebbe consegnati alla leggenda.

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