"E' stato un piacere vedere una squadra così, abbiamo dominato dall'inizio alla fine". La frase di Andrea Pirlo del post partita della vittoria della Juventus sul Cagliari, valida per l'ottavo turno di Serie A che ha visto i bianconeri trionfare con i gol di Cr7, dice molto sul pronto riscatto della Juve al rientro in campionato. Ma non tutto. Perché, oltre al solito killer instinct di uno spietato Cristiano Ronaldo che ha segnato il suo 8° gol in 5 presenze in campionato, il tecnico dei bianconeri ha varato una formazione a suo modo inedita per ritrovare successo, punti e sorriso.

Nella formazione iniziale juventina, infatti, Pirlo ha deciso di mischiare le carte a centrocampo, sulle fasce in cui a fatto esordire per la prima volta in campionato dal primo minuto, Federico Bernardeschi preferito al suo ex compagno sin dai tempi della Fiorentina e oggi alla Juventus e in Nazionale, Federico Chiesa. Una scelta che aveva destato qualche perplessità ma che è risultata positiva valutando sia il rendimento complessivo della squadra, sia la prestazione dell'esterno ex viola.

La scelta è nata ovviamente sulla scia di quanto accaduto nelle ultime settimane, in cui Chiesa è stato reduce da una serie di problemi fisici che non gli hanno permesso di essere al top della forma e Bernardeschi protagonista nella nazionale di Roberto Mancini, in cui ha brillato malgrado il momento difficile degli azzurri falcidiati da assenze per infortunio e per i contagi di coronavirus. Dunque, Pirlo ha deciso – vincendo la propria sfida personale – di puntare sul momento positivo di Bernardeschi venendo ripagato e scacciando le polemiche e le critiche al giocatore piovute nelle precedenti occasioni.

Tutte le partite di Bernardeschi con la Juventus

Federico Bernardeschi da inizio di stagione ha contribuito davvero poco alla causa juventina, con le scelte tattiche di Pirlo che lo hanno fatto scalare nelle gerarchie di centrocampo. Fino alla partita di ieri sera contro il Cagliari, aveva disputato solamente sei gare in stagione, tre in campionato e altrettante in Champions League. Nessuna per 90 minuti. In Serie A era sceso in campo contro Crotone (20′), Verona (61′) e Lazio (1′) saltando Sampdoria, Roma e Napoli per infortunio e assistendo a Spezia-Juventus dalla panchina. Uguale sorte anche in Europa: 11 minuti contro la Dinamo Kiev, 7 contro il Barcellona e solo 14 minuti contro il Ferencvaros.

La rinascita in Nazionale

Un Bernardeschi, dunque, assolutamente avulso dalle scelte iniziali di Pirlo e che aveva proiettato il giocatore nel vortice delle polemiche e delle perplessità sulla sua reale potenzialità in bianconero. Al contrari odi quanto è invece accaduto nelle uscite in azzurro della Nazionale di un Mancini che lo ha convocato malgrado un inizio di stagione anonimo e che gli ha permesso di rilanciarsi. Se, infatti, il giocatore era finito nella spirale delle critiche dopo la sconfitta europea contro il Barcellona, in cui aveva giocato solo 7 minuti finali ma causando il rigore del 2-0, con il Cagliari ha mostrato di essere uscito dal tunnel. Un'arma in più per Pirlo, la Juventus e quei tifosi che hanno sempre creduto nella sue qualità.