Dopo otto giornate di campionato e circa due mesi di stagione si è vista la miglior Juventus della gestione di Andrea Pirlo. Una squadra, nel vero senso della parola: dall'approccio psicologico all'incontro, dominato sin dai primi minuti, all'impronta tattica, stasera più che mai evidente. La Juventus ha vinto con merito e soprattutto ha convinto per il modo in cui ha interpretato la partita, restituendo la sensazione di aver applicato alla perfezione le idee che Pirlo prova a portare avanti ormai da qualche settimana.

Il 4-4-2 da molti indicati ad inizio partita non è stato altro che il 3-4-1-2 dinamico che a più riprese Pirlo ha già proposto in questo inizio di stagione. A differenza di altre occasioni, tutti gli interpreti si sono espressi su livelli molto alti. De Ligt e Demiral hanno dato alla difesa la solidità che era mancata nelle occasioni precedenti, Arthur ha fornito la sua miglior prestazione in bianconero, così come Bernardeschi si è reso autore di una prova convincente come non si vedeva da diverso tempo.

D'altronde le statistiche sono chiare: la Juventus ha tirato 19 volte verso la porta del Cagliari concedendo soltanto tre occasioni da gol agli avversari. Il possesso palla è stato saldamente nelle mani dei bianconeri, che l'hanno gestito per il 62% del tempo. L'idea di Pirlo, non a caso, è quella: dominare il gioco, puntando sul recupero palla rapido in fase di non possesso e su una circolazione veloce del pallone per arrivare rapidamente alla conclusione.

C'è una parola che Pirlo ha scelto quasi come fosse un mantra, per tenere sulla corda i suoi giocatori e invitarli al palleggio veloce: "Muovila". Lo urla a ripetizione dalla panchina, in svariati momenti dell'incontro, quasi fosse una parola d'ordine necessaria per riportare il ritmo del gioco sui livelli da lui richiesti. "Muovila", lo slogan della nuova Juve di Pirlo.