Fabrizio Miccoli fu trasferito in un altro carcere: finalmente poteva vedere ‘Uomini e donne’ e ‘Amici’

Il libro appena uscito sulla vita di Fabrizio Miccoli ("Gloria e peccato di un campione") – che spazia dalla sua sua carriera di calciatore che ha raggiunto l'apice della maglia azzurra alla caduta per le cattive frequentazioni palermitane e la condanna definitiva a tre anni e sei mesi di prigione per estorsione aggravata dal metodo mafioso – contiene alcuni aneddoti che alleggeriscono il racconto della permanenza in carcere (che fu effettiva dal 14 novembre 2021 al 13 maggio 2022, quando il tribunale di sorveglianza gli concesse la misura dell'affidamento in prova).
Il trasferimento da un carcere all'altro cambia drasticamente lo scenario ‘televisivo' per Miccoli. Nella nuova prigione di Vicenza infatti l'attaccante pugliese può finalmente vedere i programmi che gli piacciono, dopo essere stato ‘costretto' – nella prima casa circondariale dove si era consegnato, a Rovigo – ad assistere assieme agli altri detenuti alla soap ‘Un posto al sole', appuntamento irrinunciabile per tutti: "Fabrizio impara in fretta, controvoglia, che c'è un ultimo appuntamento della giornata a cui nemmeno lui può tirarsi indietro: alle 20.50 c'è ‘Un posto al sole', non si discute. Nessuno si perde una puntata dopo cena. Poi si spegne la luce e ci si corica".

Fabrizio Miccoli trasferito dalla prigione di Rovigo a quella di Vicenza: "Ma non lo dire a nessuno"
Il racconto inizia dal trauma della comunicazione dell'obbligo di trasferimento: "Sono passati solo dodici giorni dall'ingresso di Fabrizio nel carcere di Rovigo, quando gli comunicano che è tempo di trasferirsi. ‘È la prassi quando uno si consegna di sua volontà – lo rassicurano – c'è una legge che prevede il trasferimento in tempi brevi, per evitare che, tra detenuti di un certo calibro, qualcuno si consegni dove gli fa comodo per motivi poco puliti, diciamo'. Non possono dirgli dove verrà trasferito. ‘Ma è qua vicino – gli dicono – facciamo le cose tranquille, ok? Non ti facciamo mettere nemmeno le manette'. Fabrizio ringrazia, ma insiste per sapere la destinazione, è preoccupato di lasciare una struttura come quella di Rovigo per un carcere peggiore, non sa in quali situazioni verrà inserito, mentre lì fino a quel momento si era trovato bene. ‘Vai a Vicenza – gli dicono – ma tienitelo per te. Che poi quelli cominciano: salutami quello, salutami quell'altro. E non va bene'".
Miccoli ritrova Vicenza dopo anni, ma da carcerato: "L'ultima volta che Fabrizio era stato a Vicenza era stato per portare due ragazzi della sua scuola calcio a fare un provino di fronte al suo ex compagno di squadra alla Ternana, Mario Margiotta, che all'epoca era il responsabile del settore giovanile. Quella volta avevano anche fatto una partitella insieme, prima di andare a cena fuori in un bel ristorante. Adesso torna a Vicenza da detenuto. Trasferito dentro un furgoncino senza finestrini, disorientato. Aveva salutato i compagni di cella, li aveva ringraziati. In molti gli avevano detto: ‘Speriamo che non ti trasferiscono a Vicenza' e Fabrizio, che non poteva dire di saperlo già, chiedeva spiegazioni preoccupato. ‘Ma no, è che è un carcere vecchio, non puoi stare fuori dalla cella come qua, è più brutto' gli rispondevano gli altri. E a Vicenza, infatti, le condizioni sono diverse. Niente più passeggiate in corridoio, le celle restano chiuse per tutto il giorno. Ma la sera alle 18:30, quando viene distribuita la cena, i detenuti possono ‘fare socialità' e andare quindi a mangiare in celle di altri, per condividere il pasto".

Il nuovo compagno di cella è "Tano di Catania": hanno gli stessi gusti televisivi, Maria De Filippi
La svolta televisiva arriva grazie a chi divide con lui la cella a Vicenza, "un certo Tano di Catania" che fin dal suo arrivo "non lo lascia più, lo tiene vicino a sé come un protetto". "Finalmente in questo carcere Fabrizio ha un compagno di cella che ama i suoi stessi programmi TV e non deve discutere con il telecomando in mano – si legge nel libro – Dopo pranzo si vedono ‘Uomini e donne' a pancia piena. Nel tardo pomeriggio ‘Don't forget the lyrics!', il game-show musicale trasmesso su Nove all'ora di cena. Ma è per ‘Amici' di Maria De Filippi che i due fremono. Ogni domenica pomeriggio chiudono la porta della cella da dentro, spengono le luci, non vogliono essere disturbati. Commentano le esibizioni di cantanti e ballerini come giudici esterni, con la stessa intenzione di Rudy Zerbi o Alessandra Celentano. Impazziscono entrambi per Sissi, la loro preferita, quella ragazzina riccia con una voce fuori dal comune, che non vincerà l'edizione del programma, ma arriverà in finale".
Quanto alle altre occasioni di svagarsi, "il carcere di Vicenza offre la possibilità di andare in palestra due volte a settimana, ha una biblioteca, e ogni sabato viene organizzata una partita di calcio tra i detenuti. Non è difficile immaginare quale sia l'unica attività che ha coinvolto Miccoli. Quando aveva chiesto a Tano perché non partecipasse, lui era stato chiaro: ‘Qua si menano per due motivi, le carte e il pallone'. ‘Facciamo allora che a carte non so giocare e che in campo mi metto in porta', gli aveva risposto Fabrizio. Aveva subito capito l'antifona. Meglio starne fuori…".