Fabrizio Miccoli e le regole della vita in carcere: obbligato a vedere ‘Un posto al sole’

È il 24 novembre del 2021: Fabrizio Miccoli va a costituirsi al carcere di Rovigo per scontare la condanna – diventata definitiva il giorno prima, dopo la sentenza della Cassazione – a tre anni e sei mesi di prigione per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Qualche anno prima, mentre ancora giocava nel Palermo e ne era capitano, il calciatore pugliese aveva chiesto al figlio di un boss, del quale era amico, di muoversi in prima persona per recuperare 12mila euro che un ex fisioterapista del club rosanero vantava da un imprenditore, ex titolare della discoteca "Paparazzi" a Isola delle Femmine. Aiuto ottenuto e sostanziatosi in metodi violenti e intimidatori che avevano portato alla restituzione della somma.

Miccoli, contro il quale all'epoca si scatenò una tempesta dovuta alla frase intercettata in cui offendeva pesantemente la memoria di Giovanni Falcone (poi avrebbe ottenuto il perdono della sorella Maria), quel giorno di novembre si fa accompagnare da un paio di amici veri e dal suo avvocato alla casa circondariale di Rovigo. Il ‘Romario del Salento' sceglie apposta un carcere lontanissimo dal Sud Italia, dal suo mondo e dai suoi legami. "Un modo per stare lontano da tutti, ritiene che lì nessuno lo conosca", spiega il suo legale.
In realtà le cose non stanno esattamente così: impossibile del resto non conoscere Fabrizio Miccoli, attaccante della nazionale italiana e folletto amatissimo dai tifosi, che ha giocato con Juventus e Fiorentina, prima di andare all'estero al Benfica (lì è tuttora un idolo, come mostra il video qui sotto), facendo poi la storia del Palermo (massimo marcatore della storia) prima di chiudere la carriera nella sua Lecce e infine a Malta con la maglia del Birkirkara. L'ex calciatore è riconosciuto da tutti al suo ingresso in prigione, e trattato bene dagli altri detenuti.
Il racconto della sua breve permanenza a Rovigo (solo qualche giorno, poi sarà trasferito a Vicenza) è uno dei passaggi del libro appena uscito su Miccoli, "Gloria e peccato di un campione". Fabrizio scopre che ci sono regole precise da seguire, inoltre non può sottrarsi alla visione di ‘Un posto al sole', la storica soap opera trasmessa su Rai 3 dal 1996, che nel carcere veneto è un must dopo cena.
"Il suo compagno di cella è di Caserta – inizia così il racconto – Tizianone, lo chiamano tutti così per via della stazza. Nella cella ci sono un letto a castello sulla destra, un letto singolo di fronte, già occupato dal compagno, e una cucina con il bagno sulla sinistra. Da subito Tizianone gli insegna cosa è importante fare: ‘Qui ci sono delle regole, su tutte la pulizia'. All'inizio è brusco: ‘Togliti le scarpe se sei stato fuori', ‘Vatti a lavare le mani prima di venire a tavola', è una questione di rispetto. Un rispetto relativo a regole più comuni di quelle che si può immaginare tra i compagni di un carcere di Alta Sicurezza. Gli spazi sono stretti e condivisi, la prima regola è che devi essere ordinato e pulito".
"Fabrizio segue alla lettera i suoi insegnamenti – continua il passaggio del libro – I detenuti dell'Alta Sicurezza a Rovigo si dividono tra i Calabresi, i Siciliani, i Campani e i Pugliesi. Sembrano conoscerlo tutti, lo seguivano in televisione, conoscono a memoria i suoi gol e non mancano di ricordarglieli. Sono sorpresi di averlo tra i loro corridoi. E da ogni parte gli arriva la stessa domanda: ‘Ma tu che cazzo ci fai qua?'. Il carcere di Rovigo è ‘a circuito aperto': celle aperte durante tutto il giorno tranne negli orari dei pasti, alle 11 e alle 18.30. Il resto del tempo è possibile passeggiare per il corridoio della sezione, fermarsi a chiacchierare sulla soglia delle celle vicine con altri detenuti, prendersi un caffè dopo l’altro in compagnia. C'è anche una saletta con i tavoli per giocare a carte e alcuni biliardini per passare il tempo".

"Nei giorni in cui Fabrizio entra in carcere, gli altri detenuti sono ‘in sciopero del carrello'. Si rifiutano di prendere pranzo e cena dal carrello che 142 distribuisce i pasti lungo le celle. Ma è lontano dall'essere uno sciopero della fame. Ognuno preferisce cucinare con la spesa fatta di tasca propria e condividerla eventualmente con gli altri – si legge ancora – Fabrizio impara in fretta, controvoglia, che c'è un ultimo appuntamento della giornata a cui nemmeno lui può tirarsi indietro: alle 20.50 c'è ‘Un posto al sole', non si discute. Nessuno si perde una puntata dopo cena. Poi si spegne la luce e ci si corica".
Dodici giorni dopo, Miccoli conoscerà un'altra regola del suo nuovo mondo, dovrà trasferirsi: "È la prassi quando uno si consegna di sua volontà, c'è una legge che prevede il trasferimento in tempi brevi, per evitare che, tra detenuti di un certo calibro, qualcuno si consegni dove gli fa comodo per motivi poco puliti, diciamo". Andrà a Vicenza, da dove uscirà il 13 maggio del 2022, quando il tribunale di sorveglianza di Venezia gli concederà la misura alternativa dell'affidamento in prova.