Dopo gli scontri in Paris-Lione, caos e accuse nel calcio francese: “Sappiamo di chi è la colpa”

"Il rischio si sapeva ed era stato sollevato". "Non è vero, non siamo stati informati". Sono alcune delle frasi estrapolate dal botta e risposta che sta animando il calcio francese in questi giorni dopo gli assurdi episodi avvenuti a margine del 32° di finale di Coppa di Francia tra Paris Fc e Ol. Lione, lo scorso 17 dicembre e che ha rigettato l'intero sistema transalpino ancora una volta nel caos della spirale di violenza che sta inchiodando il calcio. Un ultimo atto di una serie quasi infinita di violenze consumate all'interno degli stadi approfittando delle partite, di Ligue 1 ma non solo. E così, la bagarre che si è vista sugli spalti sta continuando anche in queste ore con attacchi e accuse tra i diretti interessati.
L'incontro di Coppa di Francia tra il Paris e il Lione di venerdì sera, segnato da gravi incidenti sugli spalti prima della sospensione, era stato classificato a rischio violenza da parte delle autorità pubbliche. La partita era stata classificata al "livello 3" su una scala di 5, secondo i criteri della Divisione nazionale francese contro il teppismo da stadio (DNLH), il che significa che presentava in particolare un "rischio di disturbi all'ordine pubblico ". E secondo le autorità, questo rischio sarebbe stato fatto risalire con largo anticipo alle due società, il Paris FC e il Lione, molto prima della partita poi interrotta venerdì sera allo stadio Charléty, a causa dei gravi incidenti.
In tribuna a godersi lo spettacolo, si fa per dire, c'erano anche i vertici del DNLH a Charléty, venerdì sera che hanno preso atto di quanto avvenuto. Il tutto è esploso durante l'intervallo subito dopo il pareggio del Lione. Durante la pausa diversi fumogeni sono stati lanciati nella zona dove si trovavano i sostenitori del Lione che li hanno raccolti e gettati in vari punti dello stadio. Si sono sentite anche due esplosioni di bombe artigianali e sono scoppiati tafferugli un po' ovunque, portando al dispiegamento delle forze dell'ordine che sono accorse in aiuto degli steward. Gli spettatori, dalla tribuna vicina agli incidenti, sono poi scesi sul prato per allontanarsi . Lo speaker dello stadio parigino di Charléty, accompagnato dal presidente del Paris Fc, Pierre Ferracci, ha annunciato intorno alle 22,50 "che, d'accordo con le autorità, la partita non sarebbe più ripresa".
Ma non doveva accadere nulla di tutto ciò e la verità sta emergendo in queste ore. "La natura dei rischi è stata stimata, valutata e poi trasmessa dall'intelligence. Questa natura dei rischi è uno dei punti essenziali che vengono affrontati durante gli incontri preparatori sulla sicurezza" sono dichiarazioni di una fonte della polizia riportate da L'Equipe: "Il rischio di una presenza di tifosi del PSG a Charléty era stato sollevato. Gli elementi di questo rischio sono stati menzionati. Il Paris FC ne era pienamente consapevole".

"Il Paris FC non è stato informato" ha invece replicato il presidente del Paris, Pierre Ferracci. "Quando abbiamo tenuto la riunione sulla sicurezza, non ci sono stati commenti dalla prefettura. Quindi, è anche responsabilità dell'informazione e delle autorità pubbliche non aver anticipato tutto ciò". Parole decise e ferme che respingono qualsiasi accusa e che arrivano dopo il duro comunicato che lo stesso Paris FC pubblicò alcune ore dopo l'indecente spettacolo andato in scena a Cherlèty. Ma la bagarre che si è scatenata adesso tra società e autorità non fa altro che alimentare la confusione nel calcio francese, non dando certo esempio di virtù nel tentativo di contrastare una situazione al limite del gestibile.
