Conte prima si prende il punto Champions poi esalta Fabregas: “E’ come me, un predestinato”

Antonio Conte guarda al bicchiere mezzo pieno: contro il Como un punto di questi tempi non solo è importante ma lo è ancor più se si pensa che è servito a tenere a debita distanza i lariani, che a tre partite dalla fine, proveranno il tutto per tutto per inserirsi nei primi 4 posti, ma senza impensierire il Napoli. Una missione compiuta anche se la matematica spinga ad attendere la gara casalinga al Maradona della prossima settimana. Intanto, il tecnico dei partenopei fa i complimenti ai suoi giocatori e dopo elogia Fabregas: "Sanguigno come me, non ho problemi a dire che sia un predestinato".
Conte innamorato di Fabregas: "Sanguigno come me, passionale. E' un predestinato"
Che a Conte Fabregas piaccia non è un mistero né una notizia del dopo Como-Napoli del 2 maggio. Già in tempi non sospetti aveva sottolineato come l'approccio, il modo di vivere il calcio, di confrontarsi ai giocatori e all'esterno, da parte dell'allenatore spagnolo, gli piacevano. Adesso, Conte è andato oltre: "A me piace, è un sanguigno, come me. Anche io sono così… è un mio simile, siamo delle persone che avvertono quella passione e hanno gran passione nei confronti del lavoro che facciamo"
Applausi ed elogi che vanno oltre gli ultimi 90 minuti, per Conte, che prova a leggere le carte a Fabregas: "Cesc si vede che che studia e non è facile perché il calcio è in continua evoluzione. Pochi anni fa c'era una squadra ad attaccare e l'altra attendeva, oggi non è più così: devi essere un allenatore completo. Lui è un allenatore che non faccio fatica a dire che sia un vero predestinato. Perché? Perché un bravo manager assieme ai dirigenti, sposano le caratteristiche del suo calcio i suoi giocatori, ed è per questo che gli auguro il meglio".
Conte felice del suo Napoli, al di là dello Scudetto: "Ora c'è da blindare la Champions"
Poi c'è spazio anche per i suoi giocatori, che hanno onorato il match e hanno concluso in crescendo, pur non prendendo punti che blindano in modo matematico la Champions: "Sicuramente è stata una buona prestazione, perché se non fai bene non esci indenne da qui. Sia noi che loro ci giocavamo tantissimo: forse più loro di noi in ottica Champions. Ci hanno messo in apprensione soprattutto nel primo tempo, poi nella ripresa siamo migliorati. Ora mancano tre giornate per blindare la qualificazione in Champions e chiudere con il maggior numero di punti possibili", ha sottolineato. Ben conscio che il tricolore si è scucito al fischio finale, con l'Inter cui basterà un pari per poter brindare allo Scudetto.