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Dida con il dito deformato ai funerali di Franco Baresi: è l’eredità di una carriera da portiere

L’ex portiere del Milan ha salutato i tifosi nel giorno delle esequie dell’ex capitano: dietro quella menomazione ci sono anni di parate e traumi da portiere.
Dida saluta i tifosi del Milan, il mignolo della mano destra è deformato.
Dida saluta i tifosi del Milan, il mignolo della mano destra è deformato.

Le immagini di Dida al funerale di Franco Baresi hanno riportato l'attenzione su un dettaglio che racconta molto più di una semplice curiosità fisica. Nelle foto scattate a Milano, durante il saluto dell'ex portiere brasiliano che ha vestito la maglia rossonera, è evidente la particolare deformazione del suo mignolo destro: piegato in modo permanente, quasi come se un vecchio trauma avesse lasciato un segno definitivo. In gergo è definito mallet finger, dito a martello, per la conformazione inusuale.

Non c'è però un episodio preciso a cui attribuire quella menomazione. Il dito dell'ex estremo difensore non è il risultato di un singolo infortunio ma il prodotto di una carriera intera vissuta tra i pali provando a sventare tiri violenti, deviazioni, resistendo a sollecitazioni come cadute e impatti ripetuti con avversari. Fa parte dei rischi del mestiere per un portiere che con le mani "ci lavora", ecco perché sono la parte del corpo che paga il prezzo più alto.

Il mignolo di Dida e il "prezzo" del rischio di chi gioca in porta

Nélson de Jesus Silva, conosciuto da tutti come Dida è stato uno dei protagonisti degli anni d'oro del Milan: vi è arrivato nel 2000 dal Cruzeiro e dopo un paio di stagioni in prestito al Corinthians è stato una delle colonne del ‘diavolo'. A Milano ha due volte la Champions League (nel 2003 e nel 2007), uno scudetto, due Supercoppe Uefa, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana oltre al titolo di Campione del Mondo per Club. Con il Brasile ha conquistato il Mondiale del 2002, diventando uno dei portieri più importanti della sua generazione.

L'ex portiere accolto con un'ovazione ai funerali di Baresi.
L'ex portiere accolto con un'ovazione ai funerali di Baresi.

La sua caratteristica principale era la freddezza: non a caso veniva chiamato "Homem de Gelo". Ma dietro quella calma c'era un lavoro fisico enorme, fatto di migliaia di palloni respinti con mani e dita. Il suo mignolo racconta proprio questo: anni di microtraumi che, col passare del tempo, hanno provocato danni alle falangi del mignolo.

Perché ai portieri si deformano le dita: non è solo un problema di un colpo

Le mani dei portieri sono sottoposte a sollecitazioni che gli altri calciatori non affrontano. Un tiro potente può arrivare a oltre 100 km/h e, spesso, la deviazione effettuata con un dito è determinante per salvare il risultato… ma lascia conseguenze fisiche per il trauma articolare che ne può derivare. E la somma di tutti questi piccoli, apparentemente innocui, incidenti determina derformazioni.

Le lesioni più frequenti riguardano: lussazioni delle articolazioni interfalangee, soprattutto quella centrale del dito; fratture delle falangi, causate da impatti diretti; lesioni dei legamenti, dovute a torsioni e iperestensioni; dito a martello (mallet finger), quando il pallone colpisce la punta del dito provocando un danno al tendine estensore.

Dida non è un caso isolato: i portieri con le mani segnate dalla carriera

Dida è solo uno degli esempi più evidenti. Nella storia del calcio ci sono altri esempi di portieri che hanno mostrato gli effetti di una vita passata a respingere palloni. Uno dei più noti è Manga, che aveva le "mani rotte" dalle pallonate.

Conosciuto con quello pseudonimo, il suo vero nome era Haílton Corrêa de Arruda: l'ex numero uno del Botafogo è morto l'anno scorso a 85 anni ed è una leggenda del football brasiliano. In carriera accumulò fratture e lussazioni alle dita di continuo, le sue mani furono il simbolo di quei colpi dolorosi presi.

L'ex portiere brasiliano, Manga, aveva le "mani rotte".
L'ex portiere brasiliano, Manga, aveva le "mani rotte".

Rob Green e il mignolo lussato per sempre. L'ex numero uno del Chelsea, dopo oltre vent'anni di carriera, si ritrova il mignolo destro piegato in modo evidente a causa di fratture e lussazioni ripetute.

Fu lui stesso a spiegarlo in un'intervista: "Dopo aver giocato a lungo in porta il dito si è infortunato, lussato, rotto numerose volte… e lentamente ha iniziato a morire. I produttori di guanti mi hanno realizzato una specie di mano a paletta, con le due dita principali e un dito più grande che potevo unire con del nastro adesivo per mantenerla relativamente dritta. Negli ultimi dieci anni circa della mia carriera, ho sempre avuto un tutore per le dita all'interno dei guanti, per aiutarmi a sopravvivere alle partite".

Rob Green, ex portiere del Chelsea, ha il mignolo della mano destra a "martello".
Rob Green, ex portiere del Chelsea, ha il mignolo della mano destra a "martello".

Ecco perché il dito storto di Dida – così come quelli di molti altri colleghi che hanno subito traumi simili – non è una stranezza da esibire, ma la fotografia di una professione estremamente usurante.

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