Dopo l’ennesimo Ko stagionale la Spal ha scelto: fuori Semplici, eroe della doppia promozione e poi della salvezza dello scorso anno, dentro Di Biagio. Allenatore con zero presenze in Serie A, un pedigrée federale e con alle sue spalle alcune esperienze, soprattutto da ct dell’Under 21, non troppo positive. Dal modulo preferito alle avventure da selezionatore delle tre più seguite rappresentative italiane, ecco chi è il Di Biagio allenatore.

Di Biagio, più ombre che luci con Under 21 tra le più forti

Dal luglio del 2013 Gigi Di Biagio assume l’incarico di Commissario Tecnico della Nazionale Under 21 reduce, in quella estate, dal secondo posto al campionato europeo di calcio di categoria in Israele con la selezione di Mangia sconfitta in finale per 3-1 dalla Spagna. Già, la Spagna, quella nazionale che sbarrerà in due occasioni il passo a Di Biagio segnando poi la fine della sua esperienza da selezionatore degli Azzurrini. Prima però, 45 partite da Ct, una media di 1.80 punti per partita, 24 successi, 9 pareggi e 12 Ko. Ma anche tre competizioni continentali non proprio all’altezza delle ambizioni e della voglia della Federazione di ritrovarsi prima in quel contesto dopo tanti anni di digiuno.

Si parte, male, nel 2015 in Repubblica Ceca. Nonostante una selezione che annovera talenti come Belotti, Berardi, Rugani, Romagnoli o Bernardeschi e che vanta il terzo valore di mercato complessivo della rassegna, gli Azzurrini non vanno oltre il Girone B con Spagna, Portogallo e Inghilterra conquistando una sola vittoria, alla fine inutile, contro i Tre Leoni di Southgate. Il biennio successivo, nel 2017, le cose vanno un filo meglio anche se la corsa della Nazionale Under 21 in Polonia s’interrompe in semifinale. La Spagna, che poi perderà la finalissima con la Germania, trionfa per 3-1 con un super Saul Niguez contro i vari Donnarumma, Calabria, Pellegrini, Chiesa, Berardi, Bernardeschi e Petagna ponendo fine alle velleità di successo della selezione azzurra.

La scheda sofascore di Di Biagio
in foto: La scheda sofascore di Di Biagio

I vertici federali, dopo due bienni infelici, non cambiano idea: si prosegue con Di Biagio in panca. Ma gli ultimi due anni, trascorsi da qualificata di diritto come Paese organizzatore, sono vissuti in funzione dell’estate 2019. L’Italia è fresca, forte, ambiziosa, ricca di alternative e di talento e si presenta, ai nastri di partenza, come squadra da battere. L’esordio con la Spagna è da urlo: 3-1 in rimonta con doppio Chiesa e Pellegrini che ribaltano il gol di Ceballos per le Furie Rosse. Vittoria, reazione da grande squadra e primato a +3 in una edizione con tre gironi che premia le vincitrici dei Gruppi e la miglior seconda.

Ma il Ko con la Polonia, inaspettato e inatteso, con la rete al 40’ di Bielik complica tutto. Tanto che il successo contro il Belgio per 3 reti a uno non vale il pass per le semifinali a cui accedono la Spagna, vincitrice del Gruppo A, la Germania, che trionfa in quello B, la Romania e poi la Francia che con 7 punti diventa la migliore seconda del torneo.

Con una rosa da oltre 300 milioni di euro, Di Biagio fallisce l’obiettivo europeo rassegnando, il 25 giugno scorso, le dimissioni da Ct dell’Under 21. Con zero successi a referto, un palmares vuoto e un altro obiettivo, la qualificazione alle Olimpiadi, fallito.

Caronte nel post-Ventura: un pari e una sconfitta

Nel mentre, nel corso della sua avventura con la Nazionale Under 21, nel post-dramma mondiale con l’Italia di Ventura fuori da Russia 2018, Di Biagio diventa Ct ad interim della Nazionale maggiore in attesa di una più ampia riflessione per la scelta del nuovo selezionatore. E in quel piccolo frangente in cui Di Biagio si presta con spirito di servizio al ruolo, Gigi affronta due delicate sfide ereditando le macerie di un’Italia scioccata, tramortita, devastata dall’incredibile playoff perso con la Svezia, In due occasioni, un Ko contro l’Argentina all’Etihad Stadium, con gol di Banega e Lanzini e un 1-1 contro l’Inghilterra a Wembley con le reti di Vardy e Insigne.

Il 14 maggio, il giorno dell’annuncio dell’arrivo di Mancini, Di Biagio retrocede in Under 21 e continua fino al giugno del 2019, nel suo ruolo di Ct degli Azzurrini.

Di Biagio allenatore: il 4-3-3 il suo modulo preferito

Dopo l’addio al calcio giocato Gigi Di Biagio sceglie di intraprendere una nuova carriera studiando dal 2007 da allenatore. L’anno dopo, nel 2008, diventa guida tecnica dei Giovanissimi Regionali della polisportiva La Storta, a luglio, guadagna il patentino di allenatore di Prima Categoria e un mese dopo, nell’agosto successivo, firma per la Cisco Roma come allenatore della formazione Allievi. Nel 2010, la svolta: Gigi entra a far parte della grande famiglia azzurro Italia restando, con varie funzioni, a Casa Italia fino alla scorsa estate, nel 2019, al termine del deludente Europeo casalingo Under 21.

Prima però, firma come osservatore della Nazionale e poi diventa, in serie, Ct dell’Under 20 nel 2011, Ct dell’Under 21 nel 2013 e, nel mezzo, Ct ad interim della Nazionale maggiore nel febbraio del 2018 guidando i quattro volte campione del mondo in due amichevoli, l’una perdente, l’altra pari, contro Argentina e Inghilterra. Mettendo insieme 56 calciatori fatti debuttare, 83 gare ufficiali con una media punti di 1.69 punti per gara, 41 successi, 17 pareggi e 25 sconfitte. Il suo modulo preferito è il 4-3-3 impostato in 41 occasioni sulle 83 gare guidate totali con il 4-4-2 quale alternativa nel suo ideale scacchiere di preferenze personali.

La sfida di Ferrara con la Spal: riportare speranza al ‘Mazza’

E ora, dopo una serie di avventure complicate ma che di certo hanno fortificato l’ex centrocampista dell’Inter, Di Biagio abbraccia la Serie A, i vari BonifaziMurgiaDi FrancescoPetagna e una formazione, la Spal, con una classifica complicata e un ambiente sfiduciato dai recenti risultati. L’obiettivo, è quello di capovolgere l’attuale stato mentale della squadra, depressa dagli ultimi cinque ko nelle ultime sei gare, e di riportare serenità e speranza in casa spallina. Nonostante la salvezza disti sette lunghezze.