Acque agitate, agitatissime ieri in Lega di Serie A, dove ancora una volta i presidenti dei club non sono riusciti a trovare unità di intenti circa un argomento sensibile che era all'ordine del giorno. Argomento che poi – in ultima analisi, come tutti gli altri temi su cui le società si spaccano – sono sempre i soldi.

La Confindustria del calcio era chiamata – dopo aver assegnato i diritti Tv per il prossimo triennio a DAZN con parto lungo, doloroso e litigioso – a definire le modalità di ripartizione degli introiti derivanti, operazione resa ancora più difficile rispetto al passato per via della pandemia dilagante.

In base alla Legge Melandri, infatti, una percentuale delle somme incassate dai broadcaster che si sono aggiudicati i diritti televisivi va suddivisa tra le società di Serie A sulla base del "radicamento sociale", espressione nella quale rientra anche un'ulteriore percentuale stabilita sulla base del pubblico pagante nelle gare casalinghe. Essendo chiusi gli stadi da mesi, è chiaro che va trovato un altro criterio che vada ad integrare quel dato.

Quello che è certo, qualsiasi siano state le proposte messe sul tavolo per arrivare ad una sintesi e poi a una decisione condivisa, in Lega ieri non si è visto nulla di tutto questo, anzi sono volati stracci. Ed urlacci. L'assemblea non solo si è conclusa senza nessuna risoluzione circa il modo di spartirsi i soldi derivanti dalla Tv, ma anche con Aurelio De Laurentiis a minacciare mosse clamorose.

"Cosa mi interessa dei correttivi, se non riportiamo la gente agli stadi? Non faccio iniziare il campionato e vi denuncio tutti", ha tuonato il presidente del Napoli – come riporta il ‘Corriere della Sera' – con riferimento al divieto di presenza di pubblico negli impianti a causa della pandemia da Covid-19. Un divieto che peraltro potrebbe essere allentato, come chiesto dalla stessa Lega al Governo come test in vista dei prossimi Europei, dove il pubblico sarà presente (ovviamente in forma ridotta).

Per il resto, decidere su qualsiasi cosa in Lega di Serie A sembra una missione impossibile, pur bastando – si fa per dire – 14 voti su 20.