Antonio Conte tradisce appena l'entusiasmo che sta accompagnando l'Inter verso lo Scudetto, a passo ormai spedito. La decima vittoria consecutiva, arrivata contro il Sassuolo, porta i nerazzurri a +11 in classifica sul Milan secondo. Un vantaggio importante, ad un passo dal diventare decisivo quando mancano nove giornate alla fine del campionato. L'allenatore salentino sta pregustando la cavalcata e l'attesa del trionfo. Lo lascia intendere tra le righe nell'intervista post-partita ai microfoni di DAZN.

"C’era tanta tensione. Ci mancano nove partite e ogni partita vale sei punti per noi. Ogni volta che vinciamo una partita mettiamo un mattone pesante sulla nostra classifica e su quella di chi sta inseguendo. Fa capire che c’è una pretendente molto credibile, che ha voglia di fare sul serio. Ogni volta che finiamo la partita con una vittoria c’è soddisfazione, la si legge negli occhi di tutti. Stiamo cercando di fare una cosa di bello per una società che da 10 anni non vince. Negli ultimi nove anni ha sempre vinto un’altra squadra e sarebbe bello se fossimo noi a spodestare questo regno. È inevitabile che da qui alla fine ci sarà tensione, pressione. Il pallone pesa, agli altri forse pesa meno".

Sulla stessa falsariga il tecnico dell'Inter ha proseguito la sua analisi ai microfoni di Sky, prendendo ancora una volta come punto di riferimento la ‘sua' Juventus.

"Provo meraviglia ad avere 12 punti di vantaggio sulla Juventus. Recuperare così tanti punti nei confronti della squadra che ha dominato gli ultimi nove campionati, in soli due anni, era difficile anche nei sogni più belli. E questo comunque non vuol dire che l'Inter sia più forte della Juventus, che resta una squadra di livello come ha dimostrato anche oggi con il Napoli".

Conte si gode ancora una volta uno straordinario Lukaku, decisivo anche oggi e sempre più calato nel ruolo di trascinatore.

"Io mi ricordo tutto, all'inizio in tanti storcevano il naso e ne parlavano come un giocatore sopravvalutato. Io invece ho subito detto che Romelu era un diamante e poteva diventare qualcosa di straordinario. Ha avuto una crescita eccezionale ma può ancora migliorare, come anche Lautaro. Siamo messi bene in attacco perché sono entrambi ancora giovani".