Romelu Lukaku era seduto in tribuna accanto ad Hakimi. Entrambi squalificati, la loro assenza – in particolare dell'attaccante – ha pesato tanto sulla forza dell'Inter, battuta a ‘San Siro' dalla Juventus (1-2) nell'andata della semifinale di Coppa Italia. Senza il belga lì davanti è un'altra squadra che perde in peso, profondità, pericolosità, alternative. Senza l'ex Real è anche più difficile lavorare ai fianchi i bianconeri. Due errori grossolani fanno il resto.

L'espressione di Conte dice già tutto e quando va davanti ai microfoni scandisce 3 concetti essenziali: 1. il progetto di crescita s'è fermato ad agosto scorso; 2. alla Juve sono stati fatti due regali; 3. Lukaku è sereno "ma intorno a lui ci sono troppe chiacchiere". Dove per "chiacchiere" si fa riferimento alle polemiche e alle discussioni scaturite dalla rissa con Ibrahimovic, dagli insulti che si sono scambiati in campo, da quel testa a testa che non è stato affatto un bello spettacolo così come quell'atteggiamento minaccioso.

 Lukaku è sereno e tranquillo – le parole del tecnico in conferenza stampa -. Romelu è un ragazzo per bene, che si è sempre comportato nella giusta maniera e che non si permetterebbe mai di offendere nessuno. Penso che intorno a lui ci vorrebbe un po' più di serenità e andare oltre, ma capisco che tutto questo fa notizia e crea chiacchiera. A un certo punto però bisogna dire basta.

Il Giudice Sportivo ha fermato Lukaku per un turno (era diffidato, scattò la sanzione per l'ammonizione) assieme allo svedese (cartellino rosso per doppio giallo) ma l'inchiesta aperta dalla Procura Federale lascia in sospeso una (possibile) punizione più severa. Anche per questa ragione verrà ascoltato l'arbitro di quel match, Valeri, al quale verrà chiesto anche come mai in referto nulla c'era di quel battibecco poco edificante, di quel ‘cosa si sono detti' che è arrivato in maniera distinta anche nelle case degli italiani collegati in diretta TV, con l'opportunità che siano acquisiti supporti audio e video per agevolare la decisione.