Più che guardare in casa degli altri e divertirsi a fare pronostici su chi vincerà lo scudetto in Serie A, Jurgen Klopp dovrebbe cominciare a preoccuparsi della sua squadra e di quell'incredibile combattente che risponde al nome di Diego Simeone: pronto a dare battaglia anche il prossimo 11 marzo ad Anfield Road, quando i Reds dovranno ribaltare il risultato scritto sul tabellone del ‘Wanda Metropolitano'. La trasferta in Spagna, decisa da un gol in apertura di Saul Niguez, ha infatti riportato sulla terra i campioni d'Europa: devastanti in Premier League, ma scesi in campo con le polveri bagnate in Europa.

La prima sorpresa degli ottavi di finale di Champions League è dunque arrivata da Madrid, dove la proverbiale ‘garra' dell'Atletico ha prima chiuso in un angolo i Reds e poi permesso ad Oblak di uscire dal campo con un ‘clean sheet', che tiene in apprensione i tifosi del Liverpool e sposta leggermente la percentuale di passaggio del turno verso gli spagnoli. Certo, ad Anfield sarà un'altra storia. Il fortino dei Reds può (e deve) fare la differenza, ma per buttare fuori i ‘Colchoneros' servirà il Liverpool che nella scorsa edizione ha stupito tutti e non quello visto in campo nella gara di andata.

Le cause della sconfitta di Madrid

Di fronte ad un avversario colpito da assenze importanti e con alcuni giocatori appena rientrati da infortuni, gli inglesi hanno dominato solo nel possesso palla e creato la miseria di un paio di occasioni da rete, senza peraltro mai inquadrare la porta di Oblak: un dettaglio sorprendente, se si pensa che in 251 partite con Klopp in panchina il Liverpool non era riuscito a calciare nello specchio della porta avversaria solo durante il match del San Paolo dell'ottobre 2018.

Una sconfitta che toglie l'imbattibilità europea a Klopp, e che si somma al ko con il Napoli e alla clamorosa ‘manita' subita dall'Aston Villa nella Carabao Cup, arrivata anche a causa della serata negativa di Momo Salah (sostituito a sorpresa ad un quarto d'ora dal termine) e delle altre due stelle Firmino (anche lui in ostaggio dei guerriglieri del ‘Cholo' Simeone) e Manè: rimasto negli spogliatoi dopo il primo tempo per far entrare Origi.