Ismael Kone, grave infortunio ai Mondiali: “Abbiamo sentito lo schiocco dell’osso spezzato”. Poi la rissa

Ismael Kone è ricoverato in ospedale, accanto a lui c'è sua madre che lo assiste dopo il tremendo infortunio subito nella partita dei Mondiali. Il calciatore del Canada e del Sassuolo s'è fratturato tibia e perone della gamba sinistra a causa del violento intervento di Madibo del Qatar: un'entrata folle, perché non aveva alcun possibilità di recuperare palla. Ha colpito l'avversario alle spalle, il tackle è stato durissimo e le conseguenze gravissime a giudicare dalle immagini e dalle notizie sulle condizioni fisiche del giocatore: la lesione era evidente a occhio nudo, si vedeva l'arto piegato in maniera innaturale. "Abbiamo sentito lo schiocco dell'osso che si spezzava", ha raccontato il ct, Marsch. Al centrocampista è stato subito somministrato del Penthrox (l'astuccio verde che aveva tra le labbra una volta caricato in barella): è un analgesico usato in emergenze del genere per alleviare le sofferenze in caso di traumi e infortuni.
Uno shock fortissimo che ha alimentato anche la tensione, sfociata in una baruffa a fine partita. S'è sfiorata la rissa per gli animi che s'erano scaldati, per la rabbia mescolata alla paura provate per Kone. Il parapiglia in mezzo al campo è arrivato sui titoli di coda di un match caratterizzato da quell'incidente e non solo.
L'infortunio di Kone è gravissimo: si è sentito il rumore dell'osso spezzato
La parte inferiore sembrava appesa, quasi penzolare. Terribile. Se n'è accorto subito lo stesso centrocampista che ha sgranato gli occhi e messo una mano davanti alla bocca. Preoccupazione mista a dolore, è stato devastante vederlo in quelle condizioni. I medici gli hanno somministrato del Penthrox, un analgesico ad azione rapida spesso utilizzato dai soccorsi in caso di traumi e infortuni gravi.

Lo staff medico l'ha immobilizzato e poi ha condotto subito Kone al nosocomio per effettuare gli esami diagnostici e prendere l'unica decisione possibile: affidarsi alla chirurgia per ricomporre il danno inserendo placche per riagganciare le ossa in frantumi. "Abbiamo sentito dalla panchina lo schiocco dell'osso che si spezzava", è stata la testimonianza del ct dei canadesi, Jesse Marsch. L'allenatore ha anche rivelato che, al termine della partita, Madibo, disperato per il senso di colpa, si è recato negli spogliatoi per porgere le proprie scuse dopo la gazzarra che s'era scatenata al triplice fischio.
Un episodio drammatico, quello avvenuto al 52°, che ha fatto passare in secondo piano la vittoria netta e scandita da un risultato eclatante: il 6-0 messo a referto spinge la nazionale nord-americana verso i sedicesimi di finale (ora ha 4 punti in classifica e una differenza reti pesante nel girone). Perfino la tripletta realizzata dallo juventino Jonathan David, riscattatosi dopo l'esordio opaco con la Bosnia Erzegovina, ha un sapore differente dopo quanto accaduto: più che festeggiare per sé, ha preferito dedicare la propria esultanza al compagno di squadra mostrandone la maglietta. E come lui hanno fatto anche gli altri giocatori del Canada.
Cos'era quel "fischietto verde" in bocca a Kone
Sembrava un fischietto verde, in realtà quel che aveva in bocca Kone era un astuccio contenente analgesico (Penthrox )da somministrare per via orale, che fa effetto lenitivo immediato e viene spesso utilizzato dagli staff sanitari nelle operazioni di primo soccorso a persone che hanno subito traumi e infortuni molto gravi. Il farmaco viene somministrato per inalazione e aiuta a ridurre il dolore mentre l'atleta riceve cure e viene trasportato in ospedale.

Il Penthrox è adottato nelle emergenze, soprattutto quando è necessario alleviare rapidamente la sofferenza del paziente prima di essere sottoposto a ulteriori controlli medici. Il fatto stesso che sia stato utilizzato quel farmaco durante le prime cure ha lasciato intendere che l'entità del danno riportato dal calciatore fosse più grave di quanto non si visto dagli spalti. Ma vedere Kone seduto sulla barella, con le braccia alzate, battere una mano sul petto e salutare il pubblico che lo applaudiva è stato rassicurante nonostante tutto.
La rissa finale per la rabbia, a Lopetegui saltano i nervi
Agli strascichi di nervosismo si sono aggiunte anche le proteste di Lopetegui, ct del Qatar, che ha accusato i canadesi di continuare ad attaccare al 99° nonostante il risultato fosse ampiamente al sicuro e la sua squadra in inferiorità numerica per la doppia espulsione. Per il tecnico spagnolo si è trattato di atteggiamenti antisportivo, in realtà la voglia di segnare più gol da parte del Canada era legata alla necessità di migliorare la propria differenza reti da far valere nei conteggi per la qualificazione.