Cos’è il Penthrox, il farmaco inalato da Ismael Koné per alleviare il dolore del grave infortunio

Ismael Koné esce dal campo in barella dopo il grave infortunio alla gamba sinistra e ha in bocca un astuccio di colore verde. È un inalatore per assumere Penthrox, un potente farmaco analgesico fornitogli dallo staff sanitario per alleviare il dolore provocato dalla frattura di tibia e perone, provocata dal brutto colpo ricevuto da Assim Madibo durante la partita dei Mondiali tra Canada e Qatar. Lo shock è fortissimo: l'arto del centrocampista appare spezzato per la lesione scomposta ("abbiamo sentito lo schiocco dell'osso rotto", le parole del ct, Jesse Marsch). Intorno al calciatore è palpabile la disperazione dei compagni di squadra e dello stesso avversario che gli ha fatto del male con quell'intervento tanto maldestro quanto pericoloso.
Koné viene subito trasportato in ospedale per essere operato, lo attende un lungo periodo tra guarigione piena e riabilitazione: se non ci saranno complicazioni, considerata anche la giovane età (ha 24 anni) gli occorreranno dai 4 ai 6 mesi per ristabilirsi e riprendere l'attività sportiva con il Sassuolo in Serie A.

L'astuccio in bocca a Koné: è Penthrox, antidolorifico ad azione rapida
A molti è sembrato un fischietto, ma il piccolo flacone di forma cilindrica che Koné ha in mano contiene un antidolorifico ad azione rapida somministrato per via aerea. Il Penthrox è il primo rimedio di pronto soccorso per lenire il dolore acuto in caso di traumi e infortuni molto seri (venne dato anche a Noa Lang in Champions per il taglio profondo alle dita): per ogni somministrazione si possono utilizzare una o due fiale (dose massima) da 3 ml. Vederlo applicato al centrocampista del Canada e del Sassuolo ha alimentato la preoccupazione per le sue reali condizioni di salute.
Penthrox è il nome commerciale del metossiflurano, un efficace agente anestetico e analgesico che si assume per via inalatoria. Riduce la percezione del dolore ma non è un oppioide. A basse dosi, è ampiamente utilizzato nel pronto soccorso e in ambito pre-ospedaliero. L'effetto antidolorifico si manifesta in genere dopo 6-10 respirazioni e dura per tutta la durata dell'assunzione del farmaco.

Come sta il calciatore di Canada e Sassuolo: operazione e tempi di recupero
Koné è stato ricoverato in ospedale a Vancouver e lì sottoposto a intervento chirurgico per la ricomposizione della frattura: in attesa di un bollettino medico ufficiale, con ogni probabilità l'arto è stato fissato con l'inserimento di una placca o chiodo endomidollare. Quanto tempo ci vorrà per recuperare dall'infortunio? Per adesso si può ragionare solo in termine di stime: da 4 a 6 mesi è il lasso di tempo previsto in situazioni del genere prima di poter tornare a giocare a livello agonistico. Tutto questo al netto di eventuali complicazioni che potrebbero sorgere durante la degenza, quali infezioni e problemi di consolidamento osseo.