Vincere a ogni costo. E poco importa se il pragmatismo del risultato prende il sopravvento sull'estetica del bel gioco. La vecchia diatriba, che qualche anno fa vedeva nel centro del mirino Massimiliano Allegri rispetto a Maurizio Sarri, adesso ha un altro protagonista: Antonio Conte che sta conducendo l'Inter alla vittoria dello scudetto. Nel suo caso, però, c'è un'altra questione che rende il dibattito più acceso: le difficoltà che la sua squadra incontra quando varca i confini nazionali e si confronta nelle Coppe.

La doppia eliminazione dalla Champions per due stagioni consecutive resta un nervo scoperto. Ma allargando il quadro a tutte le italiane (è rimasta solo la Roma a tenere alto l'onore della Serie A) la valutazione complessiva è negativa. In buona sostanza, altrove si gioca con altri ritmi, ben altra intensità e soprattutto con un'evoluzione degli schemi che nel nostro campionato sembra essersi fermata anni addietro. Nel corso del consueto intervento durante la trasmissione sulla Bobo Tv Antonio Cassano non risparmia stilettate ai nerazzurri e al tecnico.

In Italia c’è gente incompetente, che non capisce niente. Questo è il degrado calcistico che stiamo vivendo negli ultimi anni. Siamo indietro di 20 anni ormai. Basta guardare il gioco del Bayern Monaco. Conte? Quest'anno il miglioramento è stato minimo e c'è stato grazie a Perisic ed Eriksen, che lui avrebbe mandato via a calci nel sedere. Per lui conta solo vincere. Dal momento che dice questo, io rispondo: Ok ma l'Inter gioca di merda.

Punto di forza dell'Inter è Lukaku, chiave di volta nell'interpretazione tattica dell'Inter che ha nella punta belga una colonna della formazione. Su di lui si sono accesi i riflettori della Premier League: sull'altra sponda di Manchester (il City) c'è Guardiola che ne ha annotato il nome in cima alla lista delle preferenze per la prossima sessione di mercato. Cassano rifila una bordata anche su questa indiscrezione.

Cosa c’entra Lukaku con l'idea di gioco di Guardiola? – ha aggiunto l'ex calciatore -. Credo che i suoi procuratori faranno il cinema per aumentare l’ingaggio poi gli rinnoveranno il contratto.

Alle parole dell'ex fantasista barese fanno da contraltare le riflessioni dell'ex ct della Nazionale, Gigi Di Biagio. La discussione tra ‘giochisti ed esteti' e fautori del ‘tatticismo esasperato e poco bello che non bada al possesso palla‘ gli interessa poco. Anzi, si schiera dalla parte di Conte senza se e senza ma.

Antonio sta facendo un grande lavoro. Da uno come lui c'è solo da imparare – le parole alla Gazzetta dello Sport -. È un martello, lavora tantissimo. Mi viene da ridere quando sento dire certe cose. Come fa a giocare male una squadra che ha il migliore attacco e la seconda miglior difesa?