Lo strappo decisivo lo hanno dato la Juventus e Alvaro Morata. A Torino non possono né vogliono restare prigionieri della fase di stallo provocata dal gioco dei veti incrociati tra Roma, Napoli e Milik. In bianconero hanno atteso Dzeko a lungo, anche troppo rispetto all'abitudine nel dettare i tempi e i ritmi delle trattative: c'era l'accordo con il bosniaco (biennale da 7.5 milioni a stagione), che ha scelto di restare in panchina a Verona; c'era il sì del polacco al trasferimento in giallorosso (cinque anni di contratto a 5/6 milioni bonus compresi); è venuto a mancare l'ultimo tassello per il tiro alla fune tra calciatore e club sulla vicenda della multe e dell'ultime mensilità, oltre alla reticenza della stessa Roma nell'accettare i termini di un'intesa che era stata sancita. E adesso il cerino è in mano al Napoli, che si ritrova un calciatore scontento, fuori rosa, in scadenza, da pagare per un anno e perdendo introiti dalla cessione

L'attaccante spagnolo ha spinto per tornare a Torino. Una matassa ingarbugliata della quale i bianconeri hanno reciso i nodi tenendo le mani libere per puntare in maniera decisa verso altri obiettivi. Ecco perché il nome di Morata – emerso anche nelle scorse settimane – da voce di mercato è divenuta ipotesi concreta e i tasselli del mosaico hanno iniziato a combaciare un po' alla volta: Suarez ha risolto le proprie pendenze con il Barcellona e potuto (finalmente) rispondere "presente" alla chiamata del Simeone; l'ex punta del Real Madrid non è mai riuscita a convincere in pieno il tecnico argentino al punto da soffrire il dualismo con Diego Costa (che il Cholo gli ha preferito spesso nei big match) e adesso che s'è prefigurata la possibilità d'indossare la maglia bianconera non ci ha pensato due volte. Anzi, ha in qualche modo forzato la mano perché quel contatto divenisse qualcosa di più importante.

È fatta per Morata alla Juventus? Le indicazioni vanno tutte in questo senso grazie (anche) alla cessione di Suarez ai ‘colchoneros'. Lo spagnolo è atteso per effettuare le visite mediche nelle prossime ore e (ri)prendere casa a Torino assieme alla moglie, Alice Campello, conosciuta proprio ai tempi dell'esperienza torinese e adesso madre dei bimbi nati dalle nozze celebrate a Venezia.

Qual è la formula della transazione? Prestito oneroso (9 milioni di euro) con un riscatto (diritto e non obbligo) fissato intorno a una somma di 45 milioni e possibilità di rinnovare il prestito. Un'opportunità che consente alla "vecchia signora" di prendere un attaccante più giovane (Morata ha 27 anni, quasi 7 in meno rispetto a Dzeko) e a un prezzo che, al momento, permette di non inficiare troppo sul bilancio del club.