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Fosca Innocenti 2

Giorgia Trasselli da Casa Vianello a Fosca Innocenti: “Desideravo tornare in tv, ho pianto di gioia”

Giorgia Trasselli interpreta Bice nella serie tv Fosca Innocenti. Intervistata da Fanpage.it, l’attrice ha parlato con entusiasmo di questa nuova esperienza televisiva, che ha condiviso con Vanessa Incontrada. Poi, è tornata con la mente al successo di Casa Vianello e al commovente ricordo dell’ultimo incontro con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.
A cura di Daniela Seclì
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Giorgia Trasselli per vent'anni ha interpretato l'amatissima tata di Casa Vianello. Insieme a Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, ha scritto un pezzo di storia della televisione italiana. In queste settimane, è tornata su Canale5 con la fiction Fosca Innocenti, miniserie in quattro puntate con Vanessa Incontrada, prodotta da Banijay Studios Italy. Giorgia Trasselli si è raccontata in un'intervista rilasciata a Fanpage.it. Ha parlato della sua vita oggi, ha confidato la gioia con cui ha accolto il ruolo di Bice e la stima che prova per Vanessa Incontrada, poi è tornata con la mente all'ultima volta che incontrò Sandra e Raimondo prima della loro morte, avvenuta nel 2010.

La fiction Fosca Innocenti segna il tuo ritorno in tv, dopo il successo senza tempo di Casa Vianello.

È stata una gioia tornare in tv con una serie deliziosa, interessante e fresca come questa. E poi con Vanessa Incontrada, un’attrice che già adoravo e stimavo. Da tempo era mio desiderio tornare a fare televisione, ma con un prodotto che ne valesse la pena, dopo aver lavorato per tanti anni accanto a persone meravigliose come Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.

Credo, quindi, che sia stata davvero una bella emozione apprendere di essere stata scelta per il ruolo di Bice.

Ho fatto questo provino con attenzione, serietà e interesse e lì speri, auspichi, ti trema il cuore. Il giorno del mio compleanno, il 2 marzo dell'anno scorso, ero a casa con due attori con cui dovevamo leggere un copione. Mi chiama la mia agente e mi comunica che ero stata presa per interpretare Bice. Forse con gli anni la sensibilità aumenta, ma sono scoppiata a piangere di gioia. I due attori si sono spaventati. Si sono precipitati da me perché non capivano, mi vedevano singhiozzare. Non mi uscivano le parole.

La prima puntata di Fosca Innocenti è stata accolta da ottimi ascolti. Cosa ritieni che abbia convinto il pubblico?

Innanzitutto la presenza di Vanessa. È un'attrice molto amata. È intelligente, simpatica, spiritosa, ironica, una persona che sento viva, solida, che non sgomita. Poi c’è Francesco Arca, che è di una simpatia estrema. Anche tutti gli altri attori sono bravi, professionali e puntuali. Credo abbia contribuito anche la location, la campagna di Arezzo, la fattoria, questo campo di girasoli sorprendente. Ovviamente la bravura del regista Fabrizio Costa è stata la ciliegina sulla torta.

Giorgia Trasselli interpreta Bice nella serie Fosca Innocenti
Giorgia Trasselli interpreta Bice nella serie Fosca Innocenti

Che rapporto si è instaurato con Vanessa Incontrada?

Un rapporto molto bello. È una donna intelligente e generosa. Mia madre, che non c’è più, la adorava. Tante volte mi sono detta: “Ma tu guarda, se soltanto sapesse che sto lavorando con Vanessa". Farà il tifo per noi ovunque si trovi.

Bice è una donna abituata a vivere in campagna, cura l’orto, dà da mangiare alle galline, munge le mucche. Quanto ti assomiglia?

Per niente (ride, ndr). Il bello di questo mestiere è che ti fa confrontare con delle parti di te che mai avresti potuto immaginare. Ho imparato cose nuove. Ad esempio, ero terrorizzata dalla gallina, avevo paura che mi beccasse. Poi mi hanno insegnato come tenerla in braccio.

Magari potresti ripetere l'esperienza in un'eventuale seconda stagione.

Ci auguriamo che ci possa essere un seguito. Chissà se ci riusciremo, per ora ci sono queste quattro puntate, belle ricche.

Non appena Bice è comparsa sullo schermo, in molti ti hanno subito riconosciuta. Come vivi il fatto di essere continuamente associata al personaggio della tata di Casa Vianello?

La vivo come una cosa positiva perché fa parte della mia carriera, della mia vita. Tuttavia, sono consapevole del fatto che viviamo in un paese che lascia poco spazio alla fantasia. Registi e produttori rischiano poco. In altri paesi, gli attori si cimentano con ruoli completamente diversi. Si sperimenta di più. Noi siamo attaccati alle sicurezze. Una volta che un attore ha un ruolo, si tende a dargli sempre lo stesso. Nel mio caso, però, ho fatto tanto teatro che ti dà la possibilità di variare. Per me comunque, essere vista ancora come la tata è una cosa molto bella. Non finirò mai di ringraziare per quell'esperienza.

Una curiosità personale. Ma qual era il nome di battesimo della tata?

Non ce l'ha mai avuto poveraccia (ride, ndr). Questa è una cosa molto buffa. La vera tata di Sandra e Raimondo, mi pare si chiamasse Concetta. Poi, in un episodio, mi sembra venga fuori il mio cognome, che era ovviamente buffissimo. Però, non ho mai avuto un nome. Solo tata.

La tata interpretata da Giorgia Trasselli sul set con Sandra Mondaini
La tata interpretata da Giorgia Trasselli sul set con Sandra Mondaini

Che ricordo serbi di quegli anni sul set con due pilastri dello spettacolo italiano come Sandra e Raimondo?

Lo ricordo come un momento felice, non solo perché eravamo tutti più giovani, ma anche perché ci divertivamo tanto: l'ironia di Raimondo e di Sandra, tutto quello che combinavano. Si stava insieme con quella leggerezza tipica di chi però lavora seriamente, di chi è consapevole di quello che fa.

Ricordo che negli episodi di Casa Vianello, tu e Raimondo vi punzecchiavate sempre, mentre Sandra era protettiva nei tuoi confronti. Era così anche nella realtà ?

(Ride, ndr). Sulla scena, io ero sempre dalla parte di Sandra, mentre Raimondo mi inseguiva intorno al divano e mi prendeva a calci. Raimondo aveva questo cinismo che lo contraddistingueva, ma nella vita era sempre molto educato e simpatico. Quando si spegnevano i riflettori erano come li avete sempre visti tutti voi. Delle persone carinissime e rispettose con tutti, che tornavano alla loro vita quotidiana, fatta anche quella di battute stupende e schermaglie.

Come è nato il tormentone: “Che barba che noia, che noia che barba”?

Non ero presente quando è nato, però so che l'ha inventato Sandra. A letto scalciava, si innervosiva. Spesso gli sketch e le litigate che mettevano in scena, partivano dalla loro vita quotidiana e venivano ingigantite, esasperate per renderle comiche.

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Quale credi sia stato il segreto di un matrimonio solido come il loro?

Ho sempre pensato che la tenuta di questa unione fosse dovuta all'amore, ma anche alla stima e all'ammirazione che provavano l'uno verso l'altro. Secondo me è questo il segreto del loro matrimonio. All’inizio può esserci la passione, ma negli anni subentrano le difficoltà, i problemi, i temperamenti che possono mutare. Quando un rapporto regge così tanto, è perché una persona la ammiri e, nonostante tutto, continui a sceglierla come la prima volta.

Qual è l’ultimo ricordo che hai con loro?

L'ultimo ricordo che ho di Sandra è stato al funerale di Raimondo (l'attore è scomparso il 15 aprile 2010, ndr). Stava malissimo, come sappiamo. L’ultimo ricordo di Raimondo, invece, è quando andai a trovarlo al San Raffaele. Ero al San Babila, stavo facendo uno spettacolo. Chiamai a casa Vianello e mi rispose Sandra. Era veramente stanca. Mi disse che Raimondo era ricoverato e le chiesi: "Posso andare a trovarlo?". Mi disse di sì. Fu un momento tenerissimo. Lui era bello, con la sua vestaglia blu. Era seduto, mi sono messa accanto a lui. Abbiamo scambiato due o tre parole. Gli dissi: "Mi riconosci? Ti ricordi quanti calci mi hai dato per gioco in Casa Vianello? Quante arrabbiature mi hai fatto prendere?" e lui disse: "Sì, sì" e mi mise una mano sul ginocchio, un gesto d'affetto.

Immagino che con la loro morte, per te sia stato come perdere due familiari.

Sì, abbiamo lavorato insieme per 20 anni. Mio papà è stato per dodici anni in dialisi. Raimondo aveva lo stesso problema e lo sentivo vicino anche per questo. Quando l’ho visto, poco prima della sua morte, ho rivisto in lui mio papà, che era morto l'anno precedente.

Sandra Mondaini e Raimondo Vianello
Sandra Mondaini e Raimondo Vianello

Ti capita di rivedere gli episodi di Casa Vianello? 

Qualche volta, la domenica mattina quando siamo in casa. Ancora oggi rido tantissimo.

Su cosa stai lavorando in questo periodo? 

La tournée con Lello Arena, Parenti Serpenti, con la regia di Luciano Melchionna. E poi, Indagine su Alda Merini – Non fu mai una donna addomesticabile, uno spettacolo molto interessante e di cui sono orgogliosa. Sono anche un po' timorosa di fare Alda, che è una poetessa meravigliosa.

Hai rimpianti?

Io sono piena di rimpianti e rimorsi. Mi stupisce chi dice di non averne. Però, sono felice della mia vita, lo dico sinceramente, col cuore, perché sono stata molto fortunata. Il più grande rimpianto che ho, udite udite, è quello di non avere studiato l'inglese. Magari un giorno…

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