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Giancarlo Magalli: “Pippo Baudo è un pezzo di me, avrebbe potuto presentare qualsiasi cosa”

Giancarlo Magalli si racconta a Da noi… a ruota libera e celebra i 70 anni della Rai eleggendo Pippo Baudo come il suo preferito: “Se gli altri avevano delle specialità, lui può presentare qualunque tipo di programma e lo ha fatto”.
A cura di Andrea Parrella
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Giancarlo Magalli ripercorre la sua carriera ospite di Da noi… a ruota libera. Il presentatore ha parlato del suo percorso in Rai sin dagli inizi a Fancesca Fialdini, ospite della puntata del 7 gennaio 2024 durante la quale si sono celebrati i 70 anni della Rai caduti pochi giorni fa, in corrispondenza della data in cui iniziarono le trasmissioni della Rai nel 1954.  Nel corso del talk show della domenica pomeriggio di Rai1 l'autore e conduttore ha raccontato una serie di aneddoti sulla sua carriera e assegnato i suoi personali premi sulla storia della televisione.

Da Baudo a Mike Bongiorno, passando per Corrado e Enzo Tortora, Magalli ha passato in rassegna i più grandi nomi della storia della Tv con i quali ha avuto anche la fortuna di lavorare. "Tutti insuperabili – ha precisato Magalli – Tortora era bravo e meticoloso, ma anche creativo: molti programmi sono nati da lui. Bongiorno era fantastico, la storia del quiz. Faceva anche molto ridere: quando entrava in studio non vedeva l'ora di andarsene! Qualsiasi cosa si frapponesse tra lui e il ritorno a casa era un nemico da abbattere".

Quindi Magalli ha ricordato Corrado: "Con lui feci la puntata zero de ‘La Corrida'. Mi chiesero di fare il concorrente, come ‘imitatore', solo che arrivai lì e c'erano tutti i capi della Rai, i pezzi grossi… così mi venne in mente di cambiare. Invece di presentarmi come ‘imitatore' dissi ‘sono un presentatore'. E diventò un provino serio, vero e proprio: venne fuori una cosa divertentissima, ci fecero andare avanti un quarto d'ora con tutti che ridevano come pazzi".

Magalli parla quindi di Pippo Baudo, con il quale ha condotto in diverse occasioni e con cui conserva un ottimo rapporto. Anche in virtù di questa vicinanza lo definisce il suo preferito: "E' un pezzo di me, ancora oggi ci sentiamo spesso. Se gli altri avevano delle specialità, lui può presentare qualunque tipo di programma e lo ha fatto. Lo devo assegnare per forza a lui, altrimenti chi lo sente!".

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