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Mara Venier: “Io vittima di violenza, botte e umiliazioni. Morto l’uomo che mi ha perseguitata”

Mara Venier ricorda il suo difficile passato di donna vittima di violenza. “Avevo poco più di 20 anni”, ricorda la conduttrice di Domenica In, “Quell’uomo adesso è morto”.
A cura di Stefania Rocco
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Vittima di violenza, botte, umiliazioni. Impossibilitata a denunciare perché bloccata dalla paura. È il racconto di Mara Venier che, in una lunga intervista a Molto Donna, un inserto de Il Messaggero, ripercorre una delle parti più dolorose del suo passato. A segnarla fu una relazione vissuta quando aveva appena 20 anni. Terrorizzata dal controllo psicologico esercitato su di lei dal suo aguzzino, non è mai riuscita a denunciare.

Mara Venier: “Non ho mai denunciato”

Quando ero poco più che ventenne sono stata oggetto della violenza, minacciata di morte con un coltello, stalkerizzata per anni. La Mara di oggi gli avrebbe fatto un cu*o così: quella del tempo era nelle mani di quest’uomo, che ora è morto, aveva paura a denunciare”, è il racconto doloroso della conduttrice di Domenica In. Con il tempo e l’analisi, Mara è riuscita a lasciarsi alle spalle gli strascichi di quella relazione dolorosa e a diventare testimonial di uno spot contro la violenza sulle donne:

Quando ho girato lo spot che parla di controllo psicologico, economico avevo la voce che si spezzava: era la mia storia. Ripensavo a quando la psicologa mi disse che rischiavo il suicidio, tra botte e umiliazioni. Mi sono ribellata a lei e lui. Ora mi sono dipinta il 1522 sulla mano e non mi pare vero, dopo 50 anni, di essere stata proprio io. Mi sarebbe piaciuto lo vedesse, quello spot, proprio lui.

Il rapporto con Nicola Carraro: “L’unico che non voleva cambiarmi”

Da anni, Mara è innamorata e, finalmente, serena. Accanto a lei c’è il marito Nicola Carraro insieme al quale vive solo per una parte dell’anno. Carraro risiede a Santo Domingo, dove Mara lo raggiunge appena terminati gli impegni con Domenica In: “Nicola è l’unico che non voleva cambiarmi. L’unico che non è geloso del mio passato, anche degli uomini del mio passato. È lui a dirmi: hai chiamato Jerry Calà? Ci vediamo con Renzo Arbore?”.

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