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Mago Forest: “Il mio sogno era lavorare con la Gialappa’s. A LOL ho affrontato il mio incubo”

Michele Foresta, meglio conosciuto come Mago Forest, al settimanale Chi parla della sua carriera, del suo sogno realizzato con la Gialappa’s, duo con il quale condivide un forte legame di amicizia. GialappaShow “è tutto scritto, ma ci piace anche improvvisare”.
A cura di Gaia Martino
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Mago Forest si è raccontato in una lunga intervista a Chi. Dagli inizi della sua carriera all'incontro con Renzo Arbore e con la Gialappa's: "Un sogno ce l'avevo, era quello di lavorare con la Gialappa's. Adesso, per colpa loro, non ho più un sogno". Poi sull'amore per la moglie Angela: "Abbiamo le stesse passioni. Non è gelosa, mi conosce".

La carriera di Mago Forest, dagli inizi a oggi

"La mia comicità? Il pubblico vuole vedere la maschera, ma anche capire cosa c'è dietro". Michele Foresta, meglio conosciuto come Mago Forest, ha raccontato a Chi di provare a fare cose che gli somiglino, nonostante interpreti un "personaggio che è un frullato del peggio che possa esistere in un uomo". "A me piace scrivere di notte, di giorno preferisco uscire. Prendo i giornali e quando vedo una notizia che mi incuriosisce, strappo la pagina e la metto in un raccoglitore. Gli amici mi chiamano Jack lo strappatore". Di Nicosia, in Sicilia, è nato nel 1961 e negli anni '70 si appassionò alla magia. Ha provato tanti lavori, studiato ragioneria, e per mantenersi gli studi fece il barista e l'imbianchino.

Quando ho fatto il militare, al centro di addestramento, ho conosciuto per la prima volta ragazzi di altre città. Milanesi, bergamaschi, pugliesi. Fu proprio un ragazzo di Milano a suggerirmi di seguire la strada dello spettacolo. Quando mi chiesero di scegliere una destinazione per il servizio di leva, scelsi Milano. Cominciai a frequentare stage di teatro, mimo, iniziò tutto così. Il 1981 fu un anno fortunato.

Incontrò Renzo Arbore nel 1988 ad un provino in un hotel di Roma: "Cercava delle facce da mettere tra il pubblico, ma io non avevo capito e mi presentai vestito da mago con la mia valigietta dei trucchi. Mi fece da spalla e tirò fuori il meglio di me".

Mago Forest (foto di Chi)
Mago Forest (foto di Chi)

"Il mio sogno era lavorare con la Gialappa's"

Quando arrivò a Milano aveva già capito di voler fare questo lavoro. "Volevo stare a teatro, dietro le quinte, mi sarebbe bastato fare il macchinista. È stata una magia. Guardandomi indietro, vedendo da dove arrivo, mi ritengo fortunato" ha continuato a Chi prima di rivelare che il suo sogno "era quello di lavorare con la Gialappa's. Ora per colpa loro, non ho più un sogno". Michele Foresta, conosciuto come Mago Forest, guida oggi il GialappaShow: "Vorrei essere sempre considerato un comico emergente. Il segreto è che tutti quelli che ci lavorano nascono come fan della Gialappa's. Il valore aggiunto è l'amicizia, quella non si può creare". Il comico e conduttore è molto legato al duo che forma la Gialappa's, Marco Santin e Giorgio Gherarducci. È stato testimone di nozze del primo e ha celebrato il matrimonio del secondo citato. "Nel tempo ci siamo conosciuti anche umanamente, siamo stati vicini in tanti momenti belli, ma anche difficili, e questo ha rafforzato il nostro legame". Durante le puntate, spesso, improvvisano le battute prendendosi in giro:

Racconto una mia cosa personale in camerino e me la tirano fuori in puntata per mettermi in imbarazzo. È un gioco tra noi, il programma è tutto scritto, ma ci piace anche improvvisare.

Cast GialappaShow (foto di CHi)
Cast GialappaShow (foto di CHi)

L'"incubo" a LOL e l'amore per la moglie Angela

Mago Forest è sposato dal 2004 con Angela che, prima di incontrarlo, era sua fan. "Abbiamo le stesse passioni, ci piace vedere persone che danno il massimo, giriamo mostre perché una mostra raccoglie il meglio di un'artista". Non è gelosa, "mi conosce", ha ammesso, "è solo cabaret". A Chi ha raccontato del suo "incubo", ovvero che nessuno rida alle sue battute. "Ho affrontato il mio incubo, ma il bello di LOL è che, dovendo stare chiuso per 6 ore in una stanza con altri comici, crei una forte complicità". Per lui, quell'esperienza televisiva, è stata come partecipare ad un "parco gioco per folli".

A un certo punto ti prende una tale stanchezza che ti senti ubriaco e sei pronto a fare qualsiasi cosa per far crollare i tuoi colleghi.

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