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Le prime parole di Ginevra Nuti dopo la morte del padre Francesco: “Grazie dell’amore”

È con un breve messaggio su Instagram che Ginevra Nuti ha rotto il silenzio sulla morte del padre Francesco Nuti, avvenuta lo scorso 12 giugno dopo una lunga malattia. La ragazza, unica tutrice legale, ha ringraziato tutti coloro che hanno speso parole d’affetto nei confronti dell’attore.
A cura di Elisabetta Murina
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Ginevra Nuti ha rotto il silenzio sulla morte del padre Francesco Nuti, avvenuta lo scorso 12 giugno all'età di 68 anni. La ragazza, con una storia pubblicata sul suo profilo social, ha voluto ringraziare tutti per l'affetto e il sostegno di questi giorni. Da tempo era lei l'unica tutrice legale dell'attore e regista toscano, malato da tempo e da tempo non autosufficiente.

Le parole di Ginevra Nuti

È con una storia pubblicata sul suo profilo Instagram che Ginevra Nuti ha parlato pubblicamente , per la prima volta, dopo la morte del padre Francesco. Poche parole, una scritta bianca su uno sfondo nero, con le quali la ragazza ha voluto ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno voluto mandare una parola d'affetto, un ricordo rivolto al padre, noto attore e regista toscano, morto lo scorso 12 giugno. "Grazie dell'amore. Non riesco a rispondere, vi leggo tutti. Un abbraccio", sono state le sue parole.

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Francesco Nuti, i funerali a Firenze in forma privata

I funerali di Francesco Nuti si tengono oggi, giovedì 15 giugno, nella Basilica di San Miniato al Monte a Firenze. La famiglia ha voluto dargli l'ultimo saluto in forma privata, per gli amici e i parenti più stretti. Nato a Prato nel 1955, l'attore si è fatto spazio nella scena italiana grazie a una comicità delicata, con una grande inflessione dialettale, che si è soffermata a lungo sul rapporto di coppia tra uomo e donna negli anni Ottanta. Tra i suoi più grandi successi, come attore e anche regista, si ricordano "Tutta colpa del Paradiso" (1985), con Ornella Muti, "Stregati" (1986), "Caruso Pascoski (di padre polacco)" (1988) con la fidanzata Clarissa Burt, fino a "Donne con le gonne" (1991).

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Dopo una serie di successi, che lo hanno portato a essere uno dei volti più amati dello spettacolo, nei primi anni Duemila cadde in una profonda depressione, probabilmente originata da alcuni insuccessi al botteghino, che lo portarono anche ad avvicinarsi all'alcolismo. Poi i gravi problemi di salute: nel 2006, a causa di un grave incidente domestico, entrò in coma e non si riprese mai del tutto. Negli anni successivi peggiorò ulteriormente, fino a non essere più autosufficiente e costretto su una sedia a rotelle, con una grave forma di disabilità. La figlia Ginevra, nata dall'amore con Annamaria Malipiero, compiuta la maggiore età divenne la sua unica tutrice legale.

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