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La drammatica denuncia di Emmanuelle Béart: “Sono stata vittima di incesto a 10 anni”

L’attrice francese Emmanuelle Béart ha raccontato di essere stata vittima di incesto dai 10 ai 14 anni. La drammatica confessione è arrivata con un documentario che ha codiretto. Béart ha precisato che il molestatore non era suo padre, il cantante Guy Béart.
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A cura di Stefania Rocco
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La drammatica confessione dell’attrice francese Emmanuelle Béart arriva pubblicamente con il film-documentario Un silence si bruyant da lei codiretto. Dopo anni di silenzio, la diva ha raccontato di essere stata vittima di incesto per 4 anni quando era appena una bambina. Gli abusi, cominciati quando aveva appena 10 anni, si sono protratti fino ai 14. “Ho 11 anni, è notte, ne sono certa, mi stai strappando al sonno, ho molto freddo, dalla mia bocca non esce nessun grido, ho la bocca cucita”, sono le parole con le quale Béart ha denunciato pubblicamente il suo aggressore nel documentario, presentato in anteprima alla stampa, che sarà trasmesso il 24 settembre da M6, “Mio padre, mia madre, la mia scuola, i miei amici non vedono niente. Tutto può ricominciare da capo e tu ricomincerai per quattro anni”.

Ignota l’identità dell’aggressore di Emmanuelle Béart

Prima della proiezione del documentario, Anastasia Mikova, co-regista del film, ha chiarito che l’aggressore della collega non era il padre, il cantautore  Guy Béart morto nel 2015. Lo ha fatto al posto della collega, assente per motivi familiari: “Non vuole rivelare la sua identità, non è il suo approccio, non è un regolamento di conti”. Nel documentario, la diva francese racconta che fu la nonna a salvarla: “Se mia nonna non fosse intervenuta, se non mi avesse messa su un treno a 15 anni per andare a raggiungere mio padre, non so se avrei potuta sopravvivere”.

Il documentario racconta le storie di donne vittime di incesto

Il documentario prodotto da Béart e Mikova racconta le storie di 4 donne vittime di incesto. Proprio quelle vicende hanno spinto l’attrice a uscire allo scoperto. “Non volevo parlare, volevo fare spazio alle parole degli altri. Confrontandomi con loro, con la loro sincerità, con il loro coraggio. Poi mi sono detta però che anch’io dovevo parlare”, ha spiegato l’attrice in un videomessaggio proiettato prima della presentazione del film, “È un progetto che ho in testa da quando avevo 19 anni. Non è un film sulle vittime, ma su persone che sono state vittime e che combattono”. Il documentario racconta la vicenda di Norma, violentata dal nonno quando era una bambina, Pascale, abusata dal padre, Sarah, il cui ex compagno ha abusato della figlia dai 4 agli 8 anni, e di Joachim, che accusa entrambi i suoi genitori di incesto.

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