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Faffapix, dal lavoro per Gianluca Vacchi a TikTok: “Alla vita da dipendente non torno più”

“Vacchi era il mio capo, lavoravo per l’industria di macchinari della sua famiglia”, racconta l’imprenditore social da 14 milioni di follower. “Quando ha scoperto che ero una star di TikTok mi ha cercato, mi ha offerto un nuovo lavoro, ma io ho rifiutato”.
A cura di Giulia Turco
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Quella di Fabio Farati, creator 27enne in arte Faffapix, è quella di chi ha avuto il coraggio di mollare tutto per fare il Tiktoker. Ci è riuscito, a giudicare dal seguito composto da 14 milioni di seguaci solo su TikTok, 3 milioni su Youtube, 380mila su Instagram. Un esercito di utenti che si diverte a sfogliare i suoi contenuti e che consente a lui e ai suoi quattro dipendenti di guadagnarsi da vivere. Ha imparato da Gianluca Vacchi, colui che dei video divertenti sui social è stato un precursore e che, guarda caso, era anche il titolare dell’azienda dal quale si è licenziato.

Il lavoro da dipendente per Gianluca Vacchi

Era il mio capo: lavoravo per l’azienda Ima (Industria Macchine Automatiche) che è della sua famiglia”, racconta Fabio Farati in un’intervista al Corriere della Sera. “Quando lui passava, tutti chini a lavorare, poi alle spalle lo prendevano in giro”. A quanto pare Vacchi, sapendo delle sue skills, gli avrebbe proposto un passaggio di ruolo, in un’altra delle due società. “Quando gli è arrivata la voce che un suo dipendente era una star di TikTok mi ha cercato. Poi mi ha offerto un altro lavoro, da content creator per una sua azienda telefonica”. Fabio però ha rifiutato: “A lavorare da dipendete non torno più”. Non sarà ai livelli di Vacchi, ma può ritenersi soddisfatto dei guadagni che il suo progetto digitale gli porta.

Oggi è imprenditore sui social

Il licenziamento, in realtà, è arrivato per motivi di salute, prima di tutto. Nel 2019 Fabio ha scoperto di avere la Sindrome di Miller-Fisher, che “mi ha cambiato la vita”, racconta. “Non sono più tornato all’Ima. Ho passato la convalescenza a fare quello che amavo: video per TikTok”. Poi è arrivato il Covid, che ha potenziato quello che sarebbe diventato un vero e proprio progetto imprenditoriale. Oggi può definirsi benestante, almeno rispetto ai suoi coetanei. “Quelli della mia generazione non guardano altro che lo stipendio. Anche io ero così”, ammette. “Ora non più: essere felice mi rende già generoso. Ma i ragazzi in genere hanno stipendi bassi. E comunque non basta mai niente”. Oggi è alla ricerca di collaboratori che possano contribuire a costruire l’identità digitale del suo progetto. “Il paradosso? Che non trovo persone fidate da assumere. Vogliono tutti fare il mio lavoro, ma nessuno ambisce a stare dietro le quinte e farsi il mazzo per sorreggermi”. 

@faffapix

Pt.2 Result of the previous video 😎 How to be always on time. Let’s go check the backstage 🚀 #teamfaffapix #london #bigben #time

♬ Makeba – Jain

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