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Eleonora Abbagnato: “Le figlie di Balzaretti come se fossero mie, la madre aveva altro da fare”

Eleonora Abbagnato rivendica il suo ruolo nella vita di Lucrezia e Ginevra, figlie di Balzaretti che ha cresciuto e ama come fossero sue: “Federico ha avuto l’affidamento esclusivo, la madre biologica aveva altro da fare”.
A cura di Stefania Rocco
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Eleonora Abbagnato, étoile Italiana tra le più apprezzate al mondo e attuale direttrice del corpo di ballo dell’Opera di Roma, si racconta in una lunga intervista al Corriere. Diversi i temi toccati: dai sacrifici che le hanno consentito di imporsi tra i nomi più altisonanti nel mondo della danza a livello internazionale alla vita provata accanto al marito Federico Balzaretti e ai loro 4 figli.

Il rigore nella danza: “Mondo pieno di ripicche e gelosie”

Abbagnato è tra le rappresentanti italiane della danza nel mondo. Dall’alto della sua esperienza, dichiara di non avere amato Il cigno nero, film che ha raccontato il suo ambiente al cinema: “Non ha fatto bene alla danza, non fa innamorare i giovani al balletto. E dice delle falsità, succede una volta su mille che il maitre si innamora della ballerina. Ma è vero che la danza è un mondo a parte, pieno di ripicche e gelosie esasperate. Anche io le ho vissute”. Cita alcuni esempi, quelli che l’hanno maggiormente colpita:

Ricordo che a un concorso due ragazzine entrarono in camerino e mi dissero per scherzo che non mi avevano preso. La mia maestra di Parigi mi bucava i glutei con l’ago perché inarcavo troppo la schiena, ce l’ho molto elastica. I grandi maestri entravano in classe col bastone: non per darcelo in testa, era il senso dell’autorità. Comunque intimorivano. Era un’altra epoca, oggi i maltrattamenti non sono lontanamente possibili, gli allievi, soprattutto in America, non puoi nemmeno toccarli che ti arriva una denuncia. Ed è esagerato, il rigore devi spiegarlo nel modo giusto. Oggi una direttrice di ballo deve essere anche psicologa. Gli elementi negativi non sono gli allievi ma le madri. Ci sono protagonisti esagerati.

Eleonora Abbagnato: “Ho ricevuto lettere minatorie”

Non sempre il rigore che le ha consentito di diventare la migliore tra le più brave ballerine dell’Opera di Parigi sarebbe stato ben accolto: “All’Opera di Roma ho ricevuto lettere anonime. Poi ho avuto minacce di morte nei giorni in cui, usando dell’acido, bruciarono la faccia del direttore del Bolshoi. Non ero a Mosca ma ne rimasi emotivamente provata. Quando ero etoile a Parigi arrivò una lettera che diceva: liberiamoci della mafiosa siciliana”.

Le figlie di Federico Balzaretti: “Le amo come se fossero mie”

Di Lucrezia e Ginevra non sono la mamma ma le ho cresciute io. È una storia particolare, Federico ha avuto l’affidamento esclusivo”, racconta Abbagnato a proposito delle figlie avute dal marito Federico Balzaretti prima di conoscerla. “Aveva altro da fare”, risponde quando le chiedono della madre delle ragazzine, che oggi hanno 17 e 14 anni. Confessa che la donna non vede le figlie, della cui crescita Eleonora si è fatta carico, spinta dall’amore nei loro confronti:

Crescere figli che non sono tuoi è più difficile, hai il pensiero che magari fai qualcosa di male, o che fai mancare loro qualcosa. Le amo, come se fossero figlie mie. Ma se non studiano mi arrabbio, se si comportano male le sgrido e tolgo il cellulare. Ho sempre amato i bambini, da piccola giocavo a fare la mamma, mio ​​papà aveva sei fratelli e sorelle, famiglia siciliana numerosa. Non mi piace che mi chiamino “mamma”, però sì, la piccola mi chiama mamma, la grande mi chiama Ele. Aveva un anno e mezzo quando l’ho vista la prima volta. È legatissima a Federico, che è un padre fantastico. Ed è stato sincero fin dal primo giorno. La prima cosa che mi ha detto, il giorno che ci siamo conosciuti (attraverso Nino, un amico comune che fa il parrucchiere), è che la sua priorità erano le figlie. Io ero guardinga, era diventato padre così giovane, a 21 anni… Ho saputo dopo che per le figlie aveva rinunciato a trasferirsi al Milan e al Napoli. Federico lo risposerei ogni mese.

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