Il decreto sblocca cantieri è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Ma “salvo intese”. Ovvero, l’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle sul tema non c’è e si rinvia la chiusura definitiva del testo che non è, dunque, per nulla blindato. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, durante il lungo Consiglio dei ministri non sono mancati momenti di tensione tra i due partiti della maggioranza. Secondo fonti di governo interne al M5s, la Lega avrebbe voluto inserire nel testo quello che viene definito un “condonoedilizio per gli immobili antecedenti al 1977. Già negli scorsi giorni sul tema si era aperto lo scontro tra i due partiti e la mini-sanatoria è stata ritirata: infatti, confermano le stesse fonti, questa norma non sarebbe entrata nel provvedimento approvato questa sera in Cdm. Conte su Twitter scrive: "L'avevamo promesso. Ora acceleriamo la realizzazione delle opere pubbliche, semplificando le norme, nominando commissari con adeguati poteri, andando sul territorio, cantiere dopo cantiere. Il Governo farà di tutto per far ripartire il Paese".

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto sulle misure da prendere in caso di mancato accordo sulla Brexit. Nello stesso decreto, recante “misure urgenti per garantire la stabilità finanziaria e l'integrità dei mercati”, è prevista anche l'estensione della golden power al 5G. E anche il testo sulla Brexit è salvo intese. Tutto in divenire quindi. E intanto i ministri già si dividono anche su un prossimo decreto, quello per la crescita, annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e che dovrebbe arrivare la prossima settimana. La Lega, intanto, protesta: “Rischiamo di approvare un decreto blocca cantieri, senza la s”. D’altronde è anche Salvini a lamentare la mancata risoluzione di molti nodi cruciali nel testo.

Nessun vertice a tre tra Conte, Salvini e Di Maio per discutere delle questioni fondamentali e così la spaccatura rimane e l’accordo viene rinviato. La formula salvo intese, comunque, lascia qualche speranza ai leghisti che credono di poter introdurre qualche modifica al testo. Ma Salvini ha già avvertito oggi: “Così non si sblocca niente”, sarebbero le sue parole. Il punto, secondo il ministro dell’Interno, è che “mancano tante opere da sbloccare e manca un sostanzioso incentivo alla ripartenza dell'edilizia privata”. Parliamo proprio di quella parte del provvedimento in cui ci sarebbe il tanto contestato condono: “Nessun condono ma devono ripartire manutenzioni, messe a norma, adeguamenti ambientali e antisismici, con sconti alle famiglie. Se non riparte l'edilizia, non riparte l'Italia”, sottolinea Salvini. C’è poi un’altra partita, quella sulle opere da sbloccare: l’elenco, alla fine, potrebbe anche non esserci per lasciare più spazio di manovra in un secondo momento.