Strage Casalotti, il ricordo delle maestre di Arowa: “Fa male quel banco vuoto”

"Sarà difficile tornare a scuola a settembre, entrare in classe e trovare il tuo banco vuoto. Rimarrà vuoto quell'angolo della stanza che fino a ieri raccontava il suo sorriso, la tua voce, la tua presenza". È un ricordo commosso quello delle maestre di Arowa, la bambina uccisa venerdì sera insieme ai suoi genitori Kamal Uddin e Jahan Hosne, di origini bengalesi. Hanno letto a turno un piccolo discorso dedicato alla loro alunna, davanti ad una piazza gremita riunita per ricordare la famiglia massacrata pochi giorni fa.
Si commuovono mentre ricordano la mano sempre alzata della piccola durante l'ora di inglese, la sua seconda lingua. O il suo ingresso in classe con le braccia decorate con l'henné durante il ramadan, sfoggiato con orgoglio ai suoi compagni. Piange anche Francesca, la dipendente del supermercato Dem di via di Casal Selce mentre racconta la bontà e la gentilezza di Kamal.
Hanno risposto in tanti alla fiaccolata lanciata dal consigliere di FdI al municipio XIII Carlo Mattia nella piazza principale del quartiere, piazza Ormea. Da lì il corteo silenzioso ha percorso alcune vie interne della zona fino ad arrivare a via Montiglio, teatro della strage di pochi giorni fa. Una volta arrivati davanti casa, la folla illuminata da tante candele ha osservato un minuto di silenzio terminato con un lungo applauso.
Le indagini
Nel frattempo continuano senza sosta le ricerche di Shahadat Hossain, l'uomo sospettato del triplice delitto e di cui si sono perse le tracce ormai da quattro giorni. Secondo chi indaga sarebbe ancora nella Capitale, nascosto forse grazie alla complicità di qualcuno. Chi indaga ha infatti effettuato diverse perquisizioni a casa di esponenti della comunità bengalese, alla ricerca di qualsiasi traccia della sua fuga. Sono salite a settanta le segnalazioni arrivate alla squadra mobile, che ha diffuso una foto dell'uomo e le sue generalità (nato in Bangladesh il 10 maggio 1983). Tutte cadute del vuoto, Shahadat ad oggi è ancora un fantasma.