Ater provinciale di Roma verso il default, sindacati chiedono incontro urgente in Regione: “Lavoratori a rischio”

Lo spettro del fallimento all'Ater provinciale di Roma, denunciato da Fanpage.it già lo scorso novembre, sembra sempre più concreto. Il 6 luglio il direttore generale dell’ente ha convocato i sindacati di categoria apponendo all’oggetto della missiva una dicitura poco confortante: "Eventuale decisione sulla liquidazione coatta amministrativa dell’ente". L'invito del dg Ater ha allarmato non poco i rappresentanti sindacali e i dipendenti dell’azienda regionale che gestisce circa 10mila alloggi.
La situazione purtroppo appare sempre più compromessa anche perché il piano di risanamento dell'ente, per scongiurare il default, presentato alla Regione dal dg Remo Pisani, sembra sia stato bocciato. Notizia emersa nella riunione del 6 luglio scorso tant’è che i sindacati hanno chiesto un incontro urgente in Regione Lazio esprimendo “seria preoccupazione in merito alla gravissima situazione economico-finanziaria in cui versa l’Ater Provincia di Roma”, si legge nell’incipit dell’istanza inviata al presidente Francesco Rocca, all'assessore Politiche Abitative Pasquale Ciacciarelli e altre figure istituzionali deputate a gestire questa vicenda.
"Il piano presentato in Regione – replica l’assessore Ciacciarelli – è ancora in fase di valutazione, non è stato bocciato. Per noi è un progetto che potrebbe reggere ma siamo in attesa che l’ufficio bilancio dia il suo parere in merito. Per questo l’incontro chiesto dai sindacati non è stato ancora calendarizzato, voglio prima avere delle risposte dai tecnici. Se non prendiamo iniziative concrete l’Ater ha altri due mesi di vita ma è nostra intenzione non abbandonare l’ente, vogliamo salvarlo".
Sindacati: "Tavolo di confronto urgente in Regione"
I sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto "un tavolo di confronto urgente" perché "il quadro di criticità strutturale e l'attuale stato di incertezza finanziaria mettono a immediato rischio non soltanto la continuità dei servizi essenziali legati all’edilizia residenziale pubblica sul territorio, ma mettono a repentaglio il futuro occupazionale di circa 130 lavoratori dell’Ente", sottolinea la missiva inviata il 13 luglio.
"Abbiamo chiesto di essere convocati urgentemente – spiega Alfredo Borrelli, Cgil FP – perché pretendiamo una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni, con delle rassicurazioni non solo verbali e una definizione concreta di un piano operativo, scritto nero su bianco, per uscire da questa situazione drammatica e ripartire. I dipendenti ogni mese non sanno se riceveranno o meno lo stipendio, serve una soluzione concreta e rapida".
A fine marzo il dg Ater aveva lanciato l’allarme a Fanpage.it evidenziando che l’ente era in grave difficoltà finanziaria e aveva annunciato il piano di risanamento presentato in Regione. "Purtroppo – prosegue Borrelli – la richiesta di circa 30 milioni alla Regione, per il risanamento dell’azienda, ci risulta sia stata bocciata. Oltre all’incontro urgente richiesto in Regione, per il quale stiamo aspettando ancora una risposta, vorremmo avere dal dg Ater la documentazione riguardante il bilancio".
Documentazione richiesta dai sindacati anche prima della convocazione del 6 luglio scorso. Cgil, Cisl e Uil infatti il 24 giugno hanno inviato una nota al dg Pisani, all’assessore Ciacciarelli e alla presidente della Commissione consiliare Politiche abitative Laura Corrotti, sottolineando che alla luce delle "prospettate ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, rilevano preliminarmente come l'incontro sia stato convocato in assenza della necessaria e imprescindibile documentazione economica, finanziaria e patrimoniale che consenta alle Parti sociali di effettuare una valutazione compiuta, trasparente e consapevole delle motivazioni poste a fondamento di una misura tanto grave e dagli effetti potenzialmente irreversibili". I sindacati nella missiva hanno evidenziato che risultava "del tutto carente la produzione anche della minima documentazione utile a rappresentare lo stato economico-finanziario dell'Ente, le eventuali criticità rilevate, le prospettive gestionali".
Dg Ater: "Buco di bilancio tra 80 e 115 milioni"
"Il buco di bilancio – spiega Pisani – si aggira tra gli 80 e i 115 milioni di euro. Questa forbice è legata a situazioni pendenti, ancora da definire, che riguardano la riscossione dell’Imu da parte dei comuni". Il dg dell’Ater provinciale di Roma sottolinea a Fanpage.it l'immobilismo della Regione Lazio su questa vicenda visto che "il piano di risanamento presentato non è stato preso in considerazione. Dalla Regione – evidenzia Pisani – non ho ricevuto alcun riscontro, né positivo né negativo. Paradossalmente sarei stato più soddisfatto se fosse stato bocciato. Sinceramente non so proprio cosa succederà ma non sono affatto ottimista. Il mio mandato termina fra un po', a settembre andrò a casa e spero vivamente di essere l’unico".