Villa Pamphili, un testimone ha visto Kaufman con la bimba forse già morta: “La polizia non mi ha dato retta”

"Ho visto Kaufman con la bimba in braccio, forse già morta. Ho chiamato la polizia, ma non mi ha dato retta". Sono le dichiarazioni fatte da uno dei testimoni oggi ascoltati in aula nel processo a Francis Kaufman, per il duplice omicidio di Villa Pamphili a Roma e occultamento di cadaveri. Oggi, lunedì 6 luglio, c'è stata la prima udienza, dopo la sospensione disposta dalla presidente della prima sezione Corte d'Assise, Paola Roja. Un'interruzione necessaria ad accertare l'idoneità dell'imputato a partecipare al dibattimento.
"La bimba in una posizione strana e innaturale"
A parlare oggi davanti alla prima Corte d'Assise di Roma sono stati i ragazzi che hanno incontrato Kaufman con la bimba in braccio nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2025. Poche ore dopo i corpi senza vita di Anastasia Trofimova e della loro figlia di un anno Andromeda sono stati trovatii nascosti tra la vegetazione di Villa Pamphili. Il ragazzo ha raccontato di aver incrociato un uomo con una bambina in braccio, che hanno attirato la sua attenzione in via Leone XIII, proprio all'interno della villa. "Teneva la bambina in una posizione strana e innaturale" ha detto. "Abbiamo chiamato la polizia, ma non ci hanno dato retta".
"Ho pensato che la bimba fosse morta"
Oltre al primo ragazzo, è stato ascoltato un minorenne romano, che ha raccontato di aver visto Kaufman sempre nella notte tra il 6 e 7 giugno del 2025, mentre era in compagnia di amici in via Leone XIII. "Mi ha colpito – spiega il giovane – perché aveva in braccio una bambina, scarpette bianche e vestito rosa, e la teneva a penzoloni. Ho pensato che fosse morta e per questo ho chiamato la polizia". Il ragazzo ha anche spiegato di aver fornito una descrizione dettagliata dell'uomo. I poliziotti però avrebbero richiamato il ragazzo solo quando sono stati trovati i due cadaveri.
Ripreso il processo per Kaufman
Il processo a Francis Kaufman, come detto, è ripreso, e l'imputato è tornato nel carcere di Regina Coeli. Kaufman ha trascorso un mese nell'ospedale Santo Spirito, i periti nominati dalla Corte d'Assise di Roma hanno concluso per la compatibilità del carcere con un adeguato monitoraggio clinico, osservando che "presenta una significativa remissione del disturbo psicotico acuto e transitorio".
La Asl Roma 1 Dipartimento Salute Mentale nella relazione ha descritto Kaufman come affetto da "un disturbo di personalità ma non grave" definendo "la gravità del quadro clinico" come probabilmente risolta e lui non idoneo ad un trattamento sanitario obbligatorio (TSO). Secondo i medici quindi, Kaufman sarebbe "migliorato" durante la sua permanenza in ospedale nonostante abbia sempre rifiutato qualunque intervento diagnostico e terapeutico. Dunque può stare in carcere e affrontare il processo.