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Donna e neonata morte a Villa Pamphili

Delitto Villa Pamphili, riparte il processo e Kaufman torna in carcere: “Disturbo psicotico in remissione”

Francis Kaufman ha trascorso un mese all’ospedale Santo Spirito: accusato di aver ucciso Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, per lui riparte il processo.
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Charles Francis Kaufman torna a Regina Coeli e riparte il processo nei suoi confronti per il duplice omicidio della compagna Anastasia Tromitova e della figlia di appena un anno Andromeda, ritrovate entrambe senza vita nel parco di Villa Pamphili il 7 giugno 2025. I periti nominati dalla Corte d'Assise di Roma hanno concluso il ritorno in carcere per l'imputato se pur con un adeguato monitoraggio clinico. "Presenta una significativa remissione del disturbo psicotico acuto e transitorio". In altre parole, può tornare dietro le sbarre e da lì affrontare il processo davanti alla Corte d'Assise di Roma.

Il processo ripartirà il 6 luglio 2026 a piazzale Clodio e si riprenderà da dove il processo si era fermato, ovvero l'ascolto dei testimoni presentati dal pubblico ministero. Nelle successive udienze potrebbero essere ascoltati anche i genitori di Anastasia Trofimova o in presenza o da remoto considerando che la famiglia della giovane vive in Siberia e potrebbe essere molto complesso farli arrivare nella Capitale.

Nell'ordinanza che ha disposto il ritorno in aula si descrive anche "la permanenza di aspetti abnormi di personalità, caratterizzati da tendenza alla manipolazione, alla prevaricazione e da uno stile narrativo prossimo alla pseudologia fantastica, inquadrabile in un disturbo di personalità istrionico-antisociale".

La relazione dei medici su Francis Kaufman

Pochi giorni fa già la relazione redatta dalla ASL ROMA 1 Dipartimento Salute Mentale aveva descritto Kaufman come affetto da "un disturbo di personalità ma non grave" definendo "la gravità del quadro clinico" come probabilmente risolta e lui non idoneo ad un trattamento sanitario obbligatorio (TSO). Secondo i medici quindi, Kaufman sarebbe "migliorato" durante la sua permanenza in ospedale nonostante abbia sempre rifiutato qualunque intervento diagnostico e terapeutico.

Soddisfatti della decisione sia la pubblica accusa che le parti civili, che hanno sempre osteggiato la scelta di trasferire Kaufman in ospedale e sospendere temporaneamente il processo. "Sin dall’inizio abbiamo espresso fortissime perplessità sulla genuinità di quel quadro psicopatologico, ritenendo che vi fossero elementi concreti per ipotizzare una rappresentazione strumentale, manipolativa e processualmente funzionale della sintomatologia. Qui non siamo davanti a una generica questione psichiatrica. Siamo davanti a un imputato accusato di un terribile duplice omicidio. E davanti a fatti di questa gravità non possono esserci scorciatoie, coperture narrative o sospensioni fondate su quadri che, alla prova del tempo, mostrano tutta la loro fragilità" si legge in un comunicato stampa pubblicato dalla criminologa Roberta Bruzzone, consulente di una delle parti civili ammesse nel processo.

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