Delitti Villa Pamphili, la criminologa Roberta Bruzzone: “Kaufman recita per bloccare il processo”

"Per me è una simulazione bella e buona, francamente non conservo nessun dubbio perché la modalità con cui è entrato in relazione con noi era chiaramente manipolatoria". Non usa mezzi termini la criminologa Roberta Bruzzone, raccontando il colloquio che ha avuto nel carcere di Regina Coeli con Francis Kaufman alias Rexal Ford alcuni mesi fa per elaborare la sua consulenza.
"Sa quello che ha fatto"
Un soggetto psicopatico, affetto da un gravissimo disturbo della personalità con tratti narcisistici antisociali, ma che sa benissimo quello che ha fatto. Veniva già descritto così Kaufman dalla criminologa, consulente di parte per l'associazione Insieme a Marianna, durante l'ultima udienza che ha invece poi stabilito lo stop temporaneo del processo per e curare il "Disturbo Psicotico Acuto e Transitorio" dell'imputato. Una diagnosi presentata dai periti nominati dalla Corte di Assise di Roma Giovanni De Girolamo e Sara Pezzuolo. Secondo loro il disturbo inciderebbe in modo fortemente negativo sulla sua capacità di organizzare il pensiero, rendendolo così "incapace di stare a processo". Da lì, la decisione dei giudici di sospendere il procedimento e di trasferire temporaneamente in ospedale l'imputato.
"Nessuno mi convincerà mai il contrario: è un soggetto che ha simulato il delirio e francamente secondo me in maniera anche abbastanza grossolana. Mi stupisce che qualcuno ci sia cascato. – afferma ai microfoni di Fanpage.it la criminologa – Purtroppo si è verificato quello che sia io che il pubblico ministero Verdi avevamo temuto: Kaufman sa bene che l'unico modo per sottrarsi a una condanna all'ergastolo è rifugiarsi in una finta patologia mentale. Ed è quello che sta facendo, continuare a simulare per tenere nelle sue mani le chiavi del processo".
Il rifiuto delle cure
Kaufman, accusato del duplice omicidio della compagna e della figlia di un anno, è in ospedale da una ventina di giorni ma non ha mai accettato di sottoporsi alle terapie e prendere i farmaci. "Mi è sembrato meno trasandato e trascurato, con un aspetto decisamente migliore rispetto a dieci giorni fa" ha dichiarato il suo avvocato Paolo Foti dopo averlo incontrato in ospedale. Un dettaglio che non è sfuggito alla dottoressa Bruzzone che replica così: "Se è migliorato senza farmaci in due settimane che cosa dobbiamo dedurre? Che i farmaci non gli servono e un delirante primario non migliora senza farmaci ma solo cambiando aria".