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“Sono amico di tuo padre”, adesca ragazzino fuori scuola in provincia di Latina: lo chiude in casa e lo violenta

Lo ha avvicinato fuori scuola con la scusa di essere un amico del padre. Poi lo ha sequestrato in casa e ha abusato di lui, un ragazzino di meno di 14 anni.
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Lo ha adescato fuori dalla scuola media che il ragazzino, minore di 14 anni, frequentava. Lo ha avvicinato all'esterno e lo ha convinto a seguirlo con una scusa. "Sono un amico di tuo padre", gli avrebbe detto. Il ragazzino a quel punto si sarebbe fidato. L'uomo, però, aveva in mente altro: lo ha sequestrato chiudendo a chiave in casa. Poi lo ha violentato. Il giudice al termine della camera di consiglio che si è tenuta oggi ha accolto la richiesta dell'accusa e disposto il processo a suo carico.

Adesca un ragazzino fuori da scuola: "Sono un amico di tuo padre"

I fatti risalgono a qualche tempo fa, circa un anno. Sono avvenuti nel giugno del 2025. L'uomo ha bloccato il ragazzino, un minore di 14 anni, fuori dall'uscita della scuola media frequentata dall'adolescente, in un comune dei Monti Lepini, in provincia di Latina. Il ragazzino si è fidato e ha seguito l'uomo che lo ha portato nella sua abitazione. Una volta arrivati in casa, ha abusato sessualmente di lui. 

Secondo quanto riportato nei documenti relativi all'inchiesta, secondo quanto raccolto dalla ricostruzione degli inquirenti, una volta entrati nell'abitazione l'uomo ha chiuso a chiave la porta d'ingresso per impedirgli di uscire e scappare via. Una volta sequestrato in casa lo ha colpito con diversi pugni alla schiena. E, soltanto in seguito, sarebbe riuscito a violentarlo.

La denuncia e il processo: la prossima udienza a settembre

Dopo quanto accaduto, il ragazzino ha raccontato i fatti e nei confronti dell'uomo è scattata la denuncia. Dopo aver raccolto i primi elementi, nel mese di dicembre scorso, nel 2025, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare, come riportato da Latina Oggi.

Oggi, invece, alla presenza del giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, è stata accolta la richiesta del pubblico ministero Francesco Caporotundo: l'uomo ritenuto responsabile degli abusi è stato rinviato a giudizio con l'accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età della parte offesa e il sequestro di persona. La prima udienza è prevista il prossimo 25 settembre e si terrà davanti al Collegio Penale del Tribunale.

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