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Incendio ospedale di Tivoli, un soccorritore: “C’erano tre gradi, i pazienti a terra tremavano”

“Erano a terra e tramavano dal freddo. Non lo dimenticherò mai”, questa l’immagine impressa nella mente di uno dei soccorritori dell’incendio nell’ospedale di Tivoli. Nel frattempo continuano le indagini della Procura.
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A cura di Beatrice Tominic
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L'incendio nell'ospedale di Tivoli.
L'incendio nell'ospedale di Tivoli.

"Facevano tre gradi, i malati erano stesi a terra e tremavano:non dimenticherò mai il loro sforzo fisico". Queste le parole di uno dei soccorritori accorsi all'ospedale di Tivoli nella notte fra venerdì 8 e sabato 9 dicembre 2023, durante l'incendio che ha interessato la maggior parte della struttura. Oltre ai feriti e ai pazienti evacuati, sono statetre le persone che hanno perso la vita nel rogo.

"L'allarme è scattato alle 22.40, ci siamo messi subito al lavoro – ha raccontato a il Corriere della Sera Andrea Di Lisa, geologo e coordinatore dei volontari della Protezione civile di Tivoli – Sono uno dei primi ad essere arrivato, il piano di evacuazione era già stato attivato".

Il racconto del soccorritore

"Abbiamo subito iniziato a muoverci per gestire l'emergenza: c'era un forte odore acre – ha continuato a spiegare Di Lisa – Abbiamo trasportato fuori i pazienti, nel frattempo arrivavano le ambulanze. Medici e infermieri stavano accompagnando a braccio o nei lenzuoli gli anziani, portando con loro anche bombole di ossigeno, macchinari e coperte".

Secondo il racconto di Di Lisa, però, l'allarme antincendio sarebbe suonato: un dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale nelle indagini della Procura che, per il momento, sembrano aver raccolto testimonianze sulla mancata efficienza.

Sull'acqua sui pavimenti, riscontro dell'attivazione degli idranti, non ha ricordi nitidi, invece. "Mi hanno colpito soprattutto quelle persone che tremavano di freddo", ha ribadito.

Racconti strazianti arrivano anche da chi era lì per fare compagnia ai propri cari: "Volevamo farci vedere da mio padre per un saluto, ma dopo poco ci siamo trovati avvolti da una nube di fumo", ha raccontato a Fanpage.it il familiare di un paziente ricoverato. "I vigili del fuoco non riuscivano a camminare per il fuoco", ha raccontato un altro.

Le indagini in corso

Come ha dichiarato il procuratore Menditto, i video raccolti per il momento escludono il dolo, ma verranno effettuati approfondimenti per verificare l'età di procedure e impianti: il rogo sembra essere partito da un cumulo di rifiuti presente dal retro, resta ancora da chiarire le cause per cui si sono sviluppate le fiamme. Da appurare anche le cause della morte delle tre persone decedute: anche su questo restano dubbi. Non è escluso, ad esempio, che almeno una di loro sia morta non per l'incendio, intossicazioni o bruciature, ma a causa del blackout che ha colpito la struttura che avrebbe fatto spegnere il macchinario che la teneva in vita, come si chiede sua figlia.

L'allestimento della tensostruttura

Nel frattempo nel pomeriggio di ieri insieme ai colleghi Di Lisa è stato impegnato nell'allestimento della tensostruttura accanto all'ospedale di Tivoli, che servirà come punto di primo soccorso. Alcuni reparti della struttura sono stati trasferiti, come quello di Oncologia, che tornerà attivo da oggi nell'ospedale di Colleferro. E già si pensa ad un nuovo punto in grado di servire i 400mila cittadini e cittadine residenti nella zona. "Sarà a Bagni di Tivoli, verrà costruito con un finanziamento da 200 milioni: l'opera sarà discussa in Giunta regionale, come mi ha confidato lo stesso presidente Rocca e i lavori partiranno al più presto", ha spiegato il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti.

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