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Incendio ospedale di Tivoli, le fiamme partite dai rifiuti sul retro: s’indaga per omicidio plurimo

La procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Non è escluso che già nelle prossime ore compaiano i primi nomi sul registro degli indagati.
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A cura di Natascia Grbic
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L'incendio che ha causato tre morti all'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli sarebbe partito dal retro della struttura. Lo ha dichiarato il procuratore di Tivoli Francesco Menditto durante la conferenza stampa tenutasi a seguito della tragedia. "Le fiamme sono partite dal piazzale sul retro del nosocomio e si sono propagate nei locali attigui di due livelli della struttura. I piani superiori non sono stati invece raggiunti dall'incendio ma sono stati invasi dal fumo", ha dichiarato. Nel retro erano accatastati diversi rifiuti ospedalieri, che avrebbero contribuito all'alimentarsi delle fiamme. Sarebbe esclusa, almeno per il momento, un'origine dolosa del rogo divampato la sera dell'8 dicembre.

La procura di Tivoli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Sono state sequestrate alcune aree dell'ospedale ed è stata disposta l'autopsia sui corpi delle tre vittime. Si tratta di due donne e un uomo, tutti con più di ottant'anni, ricoverati in diversi reparti degli ospedali. L'ospedale non è agibile: quello che non è stato devastato dalle fiamme è stato invaso dal fumo. I tempi per la riconsegna molto probabilmente non saranno affatto brevi.

Non è escluso che già nelle prossime ore ci saranno dei nomi segnati sul registro degli indagati. Gli investigatori hanno disposto accertamenti anche sul sistema antincendio, che non si esclude abbia avuto un malfunzionamento. Quando i vigili del fuoco sono arrivati, infatti, il rogo era già molto esteso nell'ospedale, e hanno dovuto lavorare sette ore per spegnerlo. "Il bilancio è drammatico ma poteva essere peggiore", le parole del prefetto di Roma Lamberto Giannini.

I pazienti dell'ospedale, circa 200, sono stati evacuati e trasferiti in altre strutture. I familiari delle vittime vogliono vederci chiaro e capire cosa è successo: avere risposte e ottenere giustizia per i loro cari, morti mentre si trovavano già in una condizione di fragilità estrema. "Mia madre era ricoverata al terzo piano – ha dichiarato a Fanpage.it il figlio di Pierina Di Giacomo, una delle donne morte nell'incendio – I pompieri quando sono arrivati avevano il fuoco ai piedi, non riuscivano a camminare per portare via i pazienti".

"Ci vorranno giorni per avere risposte, polizia scientifica e vigili del fuoco stanno facendo i rilievi – ha spiegato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca – L'area è sotto sequestro e il pm vuole capire la natura, come è stato possibile l'incendio. La sicurezza negli ospedali per noi è una priorità, non a caso abbiamo messo risorse, centinaia di milioni, per l'antincendio e l'antisismica. Continuiamo a lavorare, tanti ospedali nel Lazio hanno problemi antincendio".

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