Incendio al Mandrione, i risultati sulla qualità dell’aria di Arpa: diossine oltre i limiti

A tre giorni dall'incendio che ha bruciato un vivaio a Roma, nella zona del Mandrione, sono arrivati i primi risultati da Arpa Lazio, Agenzia regionale per la protezione ambientale, sulla qualità dell'aria. Non appena avvenuto il rogo, visibile in quasi tutta la Capitale per la colonna alta di fumo che si è velocemente sviluppata nel pomeriggio di giovedì 11 giugno, Arpa è intervenuta, come di consueto, per effettuare il monitoraggio della qualità dell'aria "a supporto degli enti locali e sanitari cui competono le valutazioni in merito ai possibili rischi per la salute e ai comportamenti da seguire".
È stata quindi installato un campionatore, "strumento necessario a verificare l’eventuale presenza in aria di sostanze inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici, PCB e diossine" a poca distanza dall'area interessata per analizzare le condizioni dell'aria dopo l'incendio Secondo i primi risultati resi noti dall'Agenzia, i valori delle diossine sarebbero sopra ai limiti suggeriti dall'OMS: vuol dire che "l'incendio ha effettivamente generato diossina".
I risultati sull'analisi della qualità dell'aria:"Incendio ha generato diossina"
A tre giorni dal rogo che ha interessato il vivaio in zona Mandrione e che ha comportato anche l'evacuazione per alcuni dei residenti a causa della presenza di un serbatoio di gpl interrato sotto alla zona in cui sono divampate le fiamme, sono stati diffusi i primi valori rilevati dal campionatore. Nel frattempo, fin dalla sera stessa del rogo, il Comune di Roma ha invitato i residenti a tenere chiuse le finestre in caso di odori forti: ad andare a fuoco, causando il fumo nero, i materiali di copertura delle serre presenti nel vivaio.

Come mostrano i risultati riportati dalla tabella diffusa nel report di Arpa Lazio, i valori riportati dal campionatore installato nel luogo dell'incendio, con campione rilevato dal 11 al 12 giugno 2026, indicano 0,89 pg/m3 per quanto riguarda Diossine -TEQ, ancora nessun dato chiaro per i Benzo(a)pirene (ng/m3 ) e 196 di PCB (pg/m3 ).
I valori rilevati dal campionatore dopo l'incendio
Non è facile spiegare i dati raccolti dal campionatore installato nei pressi del luogo dell'incendio al Mandrione. Per quanto riguarda le diossine, ad esempio, non esiste un riferimento normativo in aria ambiente. Occorre, però, tenere in considerazione che secondo quanto riporta l'OMS nel documento Air quality guidelines for Europe 2000 vengono stimate le concentrazioni di tossicità equivalente (TEQ) di diossine e furani in ambiente urbano "pari a circa 0,1 pg/m3 , anche se è elevata la variabilità da zona a zona, mentre concentrazioni superiori a 0,3 pg/m3 indicano la presenza di una fonte di emissione localizzata, ovvero significano che l’incendio ha effettivamente generato diossina". Il dato riportato, pertanto, appare molto superiore al valore suggerito.
Nessun limite normativo, invece, per quanto riguarda i Policlorobifenili (PCB): nello stesso documento redatto dall'OMS viene indicato che le misure di concentrazioni in area ambiente danno risultati estremamente variabili oscillanti tra 3 pg/m3 (in siti non industriali) e 3.000 pg/m3 (in siti industriali o aree urbane).
Tra gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) normalmente rilevabili il benzo(a)pirene è l’unico composto per il quale il d.lgs. n.155/2010 prevede un valore limite come concentrazione media annua pari a di 1 ng/m3: trattandosi di valore annuo, è difficile stabilire i valori emersi soltanto per l'incendio al Mandrione. Per verificare la presenza e l'eventuale aumento occorrerà confrontare i valori di quest'anno con quelli del prossimo ed evidenziare eventuali cambiamenti. Il valore del benzo(a)pirene viene dunque riportato soltanto come riferimento informativo.