Deposito Ama a Montagnola, ok a nuovi palazzi e servizi ma i comitati accusano: “È speculazione”

Il deposito Ama di piazzale Caduti della Montagnola, nel Municipio VIII di Roma, lascerà il posto a palazzi, un parco e tanti servizi. L'Assemblea capitolina ha approvato in via definitiva oggi, giovedì 4 giugno 2026, l'intervento di riqualificazione dell'area di 20.300 metri quadri adesso utilizzata dalla partecipata della nettezza urbana. Non si placano, però, le proteste dei residenti riuniti nei comitati "Ama Montagnola – No Altri Palazzi" e "Parchi Colombo", che contestano l'aumento delle cubature e della densità abitativa e hanno annunciato l'invio di una diffida a tutti gli organi di controllo.
La rigenerazione urbana con un aumento delle cubature
L'intervento costituisce la prima applicazione di grandi dimensioni nella Capitale dell'articolo 3 della Legge Regionale sulla Rigenerazione Urbana n.7 del 2017. Sull'area di proprietà del Fondo Ambiente, gestito dalla DeA Capital Real Estate SGR, si potrà costruire il 30 per cento in più rispetto alle Superfici utili lorde (Sul), cioè il costruito, di partenza. Inoltre, sarà indotto un concorso internazionale di progettazione per selezionare soluzioni architettoniche sostenibili. Una mossa che consentirà di aggiungere un ulteriore 5 per cento di Sul – sempre per l'articolo 3 della legge regionale 7/2017 – e di passare da 18.260 a 24.651 metri quadri di costruito.
La rigenerazione dell'area, per cui ancora non c'è un progetto definitivo, prevede un investimento di circa 100 milioni di euro. Oltre a nuovi appartamenti, che per legge non potranno superare il 50 per cento del Sul, sorgeranno anche spazi commerciali e servizi fra cui un nuovo museo della Polizia di Stato da 2mila metri quadri, un parco, un poliambulatorio e abitazioni collettive (studentati, case di riposo, collegi). Tutto questo, rassicurano dal Campidoglio, "sarà sviluppato secondo criteri di sostenibilità ambientale, elevata efficienza energetica, riduzione del consumo di suolo e mitigazione dell'isola di calore urbana".

Il Campidoglio: "Recepite osservazioni dei cittadini"
"Con l'approvazione di questa delibera, per la quale ringrazio l'Assemblea capitolina, l'iter per la trasformazione dell'ex sito Ama alla Montagnola fa un passo in avanti – spiega in una nota stampa l'assessore all'Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia -. Si tratta di uno dei progetti di riconversione urbana messo in campo da questa amministrazione che ci consentirà di dare una nuova vocazione e un assetto definitivo a un'area da 20mila metri quadri attualmente utilizzato come deposito Ama. Proprio per questo abbiamo deciso di attivare un concorso di progettazione volto a selezionare le migliori soluzioni architettoniche e sostenibili, e di accompagnare il percorso urbanistico da workshop di partecipazione aperti ai cittadini e alle realtà del territorio, pensati per integrare le esigenze dei residenti nel piano dei servizi", conclude Veloccia.
Secondo l'amministrazione, la delibera approvata recepisce diverse richieste emerse durante questi incontri. Tra le novità c'è l'impegno a organizzare workshop aperti ai residenti prima della progettazione definitiva dell'intervento, così da raccogliere idee, esigenze e criticità del quartiere. Accolta anche la proposta di migliorare i collegamenti pedonali della zona, confermando la realizzazione di un percorso tra via Gaetano Trezza e via Francesco Orestano. Inoltre, il progetto dovrà rispettare le indicazioni della Sovrintendenza Capitolina, con particolare attenzione all'integrazione del nuovo intervento nel quartiere, alla valorizzazione delle aree verdi, al potenziamento dei percorsi pedonali e alla creazione di nuovi spazi pubblici per i cittadini.
I comitati: "Non c'è stato nessun confronto"
Proprio su questo percorso partecipativo, però, alzano la voce i comitati contrari al progetto. "La partecipazione prima di va fatta prima di decidere le cubature, non dopo – commenta a Fanpage.it Manolo Palazzotti del comitato Parchi Colombo -, perché sennò mi fai mi fai decidere su cose abbastanza residuali. È evidentemente un'azione speculativa da parte di Ama e del Comune, che diventano palazzinari in un in un ambiente già densamente edificato con quello di Montagnola. Un terreno come quello doveva essere utilizzato per ripristinare gli standard urbanistici del quartiere. È evidente che l'interesse è far cassa e dei cittadini interessa veramente poco. Non mi risulta che nessun cittadino abbia chiesto servizi come il museo della Polizia di Stato, che prima era all'interno della Fiera di Roma. Non c'è stato nessun confronto. ma una totale chiusura rispetto a chiunque abbia proposto qualsiasi tipo di modifica, emendamento sia a livello sia municipale che comunale", conclude Palazzotti.
"Approvato uno scempio, ora tutta Roma è a rischio"
"Il Campidoglio approva lo scempio nel Deposito Ama Montagnola: da oggi tutta Roma è a rischio", denuncia in un comunicato il comitato Ama Montagnola, che chiede una destinazione non abitativa dell'area e attacca anche le modalità di approvazione della delibera. "Lo ‘spettacolo' in Aula Giulio Cesare è stato insultante: respinto l'Ordine del Giorno delle opposizioni che chiedeva di ritirare la delibera, prendere tempo, almeno riflettere. Neppure questo è stato concesso. Bisognava approvare in fretta questo scempio. Ma non basta: la maggioranza si è astenuta sugli emendamenti sempre delle opposizioni, cioè non ha votato no sui rilievi di mancata partecipazione dei cittadini, sulla carenza grave di standard urbanistici, sul cambio di destinazione d'uso e lo stralcio della Carta di Qualità del Piano Regolatore. Si è astenuta ha alzato le mani come Ponzio Pilato per poi far passare la delibera forte dei 25 voti a propria disposizione. Voti chiamati a gran voce dalla capogruppo del Pd capitolino, Valeria Baglio. Che ha parlato di ‘interventi utili e condivisi' con noi residenti, nonostante la nostra diffida legale. Ha parlato di ‘immobili già presenti nel Deposito', confondendo i capannoni esistenti per i grattacieli affidati a Dea Capital Real Estate, fondo attenzionato da Bankitalia".
Come riportato dal quotidiano economico Il Sole 24Ore, gli ispettori di Bankitalia hanno rilevato gravi inadempienze e "operazioni sospette" su alcuni fondi gestiti dalla società. Inoltre, il Consiglio d'amministrazione avrebbe approvato l’avvio di nuovi fondi senza che si fossero concluse le opportune indagini antiriciclaggio sui sottoscrittori.