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Chi era Wilmo Capretto, l’uomo trovato morto sotto le macerie della villetta esplosa a Bolsena

L’uomo di 67 anni era ben inserito nella comunità di Bolsena, “amato da tutti”. Era rientrato in Italia dalla Germania dopo la fine del suo matrimonio. Lascia due figli.
Wilmo Capretto, 67 anni, morto nella villetta esplosa a Bolsena
Wilmo Capretto, 67 anni, morto nella villetta esplosa a Bolsena

"Era un pacifista, un amante della vita, una persona perbene e onesta, sempre affettuoso con gli altri". Così Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena, ha ricordato Wilmo Capretto, il 67enne scomparso nella mattina di ieri mercoledì 27 maggio, a seguito di una violenta esplosione avvenuta nella sua villetta in via della Rena, al limitare del centro abitato. L'uomo viveva da solo nella sua monofamiliare su due piani, una costruzione un po' isolata rispetto al resto delle case sulla stessa via.

Lì si è ritirato dopo anni passati in Germania con la sua ex moglie, una donna tedesca conosciuta durante una vacanza nella città lacustre e con la quale aveva messo al mondo due figli. Nella vita il 67enne ha svolto diversi lavori: manovale in una ditta edile, barman e più recentemente guardiano in un campeggio. È stato anche volontario delle Misericordie, le confraternite di origine cattolica dedite all'assistenza degli indigenti.

Il primo cittadino ha proseguito nel suo discorso di cordoglio rilasciato a Tusciaweb: "Affezionatissimo ai figli che vivono all’estero e ai quali un giorno avrebbe voluto lasciare casa. Era persona conosciuta da tutti, un po’ solitario ma non schivo, aveva tantissimi amici. Lo salutavano sempre tutti”, è stato il suo commento alla tragedia.

La casa crollata a Bolsena in seguito a una forte esplosione
La casa crollata a Bolsena in seguito a una forte esplosione

Il ritrovamento e il fascicolo contro ignoti

La detonazione è avvenuta intorno alle 9 di mattina e dopo pochi minuti sul posto sono arrivati polizia locale, carabinieri, personale del 118 e vigili de fuoco, allertati da un vicino che ha subito danni anche alla sua abitazione. Capretto inizialmente era stato dato per disperso, visto che nessuno sapeva se si trovasse in casa al momento dello scoppio e per le sue ricerche sono stati utilizzati una ruspa e i cani molecolari del nucleo Usar, Urban Search and Rescue, dei pompieri. Il corpo è stato trovato al pian terreno dell'edificio, in una stanza adiacente alla cucina.

Al momento la salma di Capretto si trova all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre quello che resta dell’immobile è stato posto sotto sequestro in attesa dell'avvio delle indagini da parte della procura locale: il pubblico ministero, Michele Adragna, ha aperto un fascicolo per crollo e omicidio colposi, come atto dovuto. Al momento, nessuno sarebbe iscritto nel registro degli indagati. Sul caso stanno conducendo accertamenti i carabinieri della stazione locale e della compagnia di Montefiascone.

La pista del gas e dei lavori in casa

Chi è arrivato subito dopo il crollo ha parlato di un forte odore di metano. Ma l'abitazione, come dichiarato in una nota dal gestore della rete Italgas, non risulterebbe allacciata. Resta quindi l'ipotesi del Gpl alla base dell'esplosione, solitamente conservato in bombole o serbatoi che servono l'edificio dall'esterno. Serbatoi di cui la casa Capretto era dotata. Ad avvalorare questa tesi anche le testimonianze di alcune persone che avrebbero incontrato il 67enne in paese il giorno prima, intento ad acquistare raccordi adatti a tubature per il gas.

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