Il segretario del Pd Matteo Renzi non commenta quanto emerso finora grazie all’inchiesta di Fanpage.it su corruzione e smaltimento dei rifiuti in Campania. Una inchiesta che dal punto di vista giudiziario vede indagato anche Roberto De Luca, figlio del presidente della regione Campania Vincenzo De Luca: entrambi, così come l’altro figlio del governatore Piero, sono esponenti del Pd. “Non posso commentare finché c’è una indagine della magistratura che riguarda anche voi”, afferma Renzi parlando con Fanpage.it e facendo riferimento alle indagine che la procura di Napoli sta portando avanti, nella quale sono indagati anche il direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini e il giornalista Sacha Biazzo, oltre che il pentito Nunzio Perrella che si è finto imprenditore durante l'inchiesta.

Renzi non si esprime sulla posizione di Roberto De Luca, assessore comunale di Salerno. Il fratello Piero De Luca è invece candidato con il Pd alle prossime elezioni politiche del 4 marzo ma non è coinvolto in alcun modo nell’indagine. Renzi, inoltre, risponde indirettamente con Fanpage.it anche a quanto affermato dal leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso che si è detto “impressionato” dai silenzi della politica: “Finché c’è la magistratura – dichiara il segretario del Pd – i politici è meglio che tacciano. E questo vale anche per voi”.

Oggi Grasso ha commentato, parlando dell'inchiesta di Fanpage.it, la scarsa risonanza data da quanto successo da alcune parti politiche, affermando: "Ciò che mi ha impressionato è il livello di sottovalutazione da parte della politica. Imbarazzi, balbettii, dichiarazioni di circostanza. Noi dobbiamo urlare forte il nostro No alla corruzione, all’illecito finanziamento dei partiti, all’inquinamento dell’ambiente e alle mafie".

Prima dell'intervista rilasciata a Fanpage.it, Renzi aveva risposto ai cronisti che gli chiedevano se avesse visto i video pubblicati tra ieri e oggi: "Vado a Fanpage più tardi", ha affermato il segretario del Pd. I giornalisti che hanno incontrato Renzi oggi gli hanno anche chiesto se fosse complicato essere a Napoli oggi, nel giorno della diffusione del secondo video. "No, perché?", ha replicato.

In serata è arrivato il commento via Twitter di Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle: "Renzi come Erdogan. Giornalisti di finiscono sotto inchiesta per aver scoperto la corruzione del suo partito e lui dice che dovranno dimostrare la propria innocenza. Vergogna! Massima solidarietà ai giornalisti".