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Tessera sanitaria, scattano controlli del Fisco su spese mediche: regole e rischi per la precompilata

Con il decreto del ministero dell’Economia del 29 ottobre sono stati introdotti nuovi criteri per i controlli formali sulle agevolazioni fiscali legate alle spese sanitarie. Chi modifca i dati nella dichiarazione precompilata rischia di incorrere in sanzioni da parte del Fisco.
A cura di Annalisa Cangemi
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Con il decreto del ministero dell'Economia del 29 ottobre,pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, sono stati introdotti nuovi criteri per i controlli formali sulle agevolazioni fiscali legate alle spese sanitarie.

La novità più importante riguarda il modo in cui l'Agenzia delle Entrate seleziona le dichiarazioni da esaminare, attraverso un incrocio tra i dati presenti nel Sistema "Tessera Sanitaria" e quelli inseriti dai contribuenti nella propria dichiarazione dei redditi. Le nuove regole si applicano alle spese sostenute a partire dal 2025 e producono effetti concreti sulla dichiarazione dei redditi da presentare nel 2026. Diverse spese entrano nel mirino del Fisco: i controlli riguardano praticamente tutte le spese sanitarie detraibili: farmaci e preparati galenici, dispositivi medici, visite specialistiche, esami diagnostici e analisi di laboratorio, spese veterinarie.

Come funzionano i controlli dell'Agenzia delle Entrate sulla tessera sanitaria

Ad oggi i controlli funzionano così: c'è un incrocio sistematico e automatico tra i dati presenti nel Sistema Tessera Sanitaria e quelli indicati dai contribuenti nel modello 730. Sostanzialmente il Fisco conosce già, prima che il contribuente acceda alla propria dichiarazione precompilata, quali sono le spese sanitarie sostenute nel corso dell'anno. Tutto ruota attorno alla dichiarazione precompilata. Se vengono aggiunti, rimossi o modificati dati relativi alle spese sanitarie, questi passaggi possono far scattare un controllo formale da parte dell'Agenzia delle Entrate. Per ogni documento di spesa, i funzionari potranno controllare: il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico; i dati del soggetto erogatore della prestazione (Asl, cliniche private, farmacie, laboratori); la tipologia e la data della spesa; l’importo e la modalità di pagamento (tracciabile o contante). Se i dati dichiarati non coincidono con quelli trasmessi dalle strutture sanitarie, sparte automaticamente una segnalazione.

Il sistema è legato all'obbligo che hanno già medici, farmacie, strutture pubbliche e private accreditate, laboratori e studi professionali a comunicare al Sistema Tessera Sanitaria tutte le spese sostenute dai contribuenti.

La principale novità introdotta dal nuovo provvedimento riguarda la frequenza di trasmissione. Non più una cadenza mensile, ma sarà annuale, con scadenza fissata al 31 gennaio di ogni anno. I dati raccolti arrivano in modo automatico nella dichiarazione precompilata, e l'Agenzia delle Entrate è così in grado di analizzarli.

Le spese nel mirino del Fisco: a cosa fare attenzione nella modifica della precompilata

I controlli da parte del Fisco non si limitano a una categoria specifica, ma riguardano tutte le spese sanitarie detraibili:

  • farmaci e preparati galenici;
  • dispositivi medici;
  • visite specialistiche;
  • esami diagnostici e analisi di laboratorio;
  • spese veterinarie.

La detrazione prevista per legge è pari al 19% della spesa sostenuta, con una franchigia di 129,11 euro che rimane a carico del contribuente.

Scontrino parlante, ricevuta o fattura da consegnare al Caf

Per evitare brutte sorprese, è sempre opportuno conservare i documenti, in modo che le spese siano sempre dimostrabili: si consiglia pertanto di conservare le prove, sotto forma di scontrino parlante, ricevuta o fattura. Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato per la compilazione della dichiarazione, ha l'obbligo di fornire tutta la documentazione relativa alle spese portate in detrazione. Non basta  indicare gli importi: in mancanza di documenti validi, le detrazioni possono essere contestate e revocate.

Cosa rischia chi modifica la precompilata sulle spese mediche

Qualora i dati inseriti in dichiarazione non coincidessero con quelli trasmessi dalle strutture sanitarie, potrebbero scattare i controlli. Una dichiarazione non veritiera, anche se derivante da un errore involontario, potrebbe portare all'applicazione di sanzioni amministrative, oltre al recupero delle imposte non versate.

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