Il governo ha approvato il decreto Rilancio, mettendo 55 miliardi a sostegno di famiglie e imprese nell'emergenza coronavirus. Tuttavia molti italiani affermano che tra le centinaia di pagine da cui è composto il decreto non ci sia nemmeno una misura che corrisponda alle loro esigenze: è quanto emerso da un sondaggio di Emg Acqua andato in onda nella trasmissione Agorà su Rai 3. Oltre alle opinioni dei cittadini rispetto agli ultimi provvedimenti del governo per contrastare la crisi economica innescata dalla pandemia, le rilevazioni hanno anche indagato le intenzioni di voto a oggi, 14 maggio 2020: viene confermato il continuo calo della Lega, che pur rimanendo il primo partito in Italia è l'unica forza politica a perdere consensi questa settimana. Ma vediamo nello specifico che domande sono state rivolte agli italiani.

Cosa pensano gli italiani delle misure del governo

Le misure e i benefici economici inseriti nel decreto Rilancio sono numerosi, ma il 64% dei cittadini afferma che non ce ne sia nemmeno una che corrisponde alle sue esigenze. Solo il 18% degli intervistati sostiene invece che tra i provvedimenti del governo, ce ne siano anche alcuni che li vede coinvolti. Rispetto ai bonus messi a disposizione, è ancora presto per dire quanti italiani ne faranno richiesta. Nel frattempo, però il 63% dice che non utilizzerà il bonus per l'acquisto di una bicicletta: solo l'11% approfitterà dello sconto per comprare una bici o un monopattino, sia elettrici che non, in modo da alleggerire il traffico sui mezzi di trasporto pubblico, specialmente nelle grandi città. La maggior parte degli intervistati, però, si dice d'accordo sull'introduzione del reddito di emergenza: il 51% considera giusta una proposta di questo tipo dopo due mesi di lockdown che hanno gravato economicamente su tantissime persone, mentre solo il 27% ne è contrario.

In generale, il timore per il contagio sembra leggermente diminuito. Il 30% afferma infatti di sentirsi più tranquillo rispetto a un mese fa, contro il 13% che si dice invece più preoccupato. La maggioranza, il 55%, sostiene che le cose non siano cambiate in un mese: anche se ora si concretizzano le ansie legate all'aspetto economico. A questo proposito il 33% degli intervistati pensa che l'Italia dovrebbe utilizzare i 36 miliardi messi a disposizione dal Mes, e solo il 22% dichiara di essere contrario. Va comunque sottolineato che il 27% afferma di non aver ancora capito che cosa sia e come funzioni il Meccanismo europeo di stabilità.

Le intenzioni di voto e la fiducia nei leader

Per quanto riguarda invece le intenzione di voto, se gli italiani fossero chiamati oggi, 14 maggio 2020, alle urne sceglierebbero per la maggioranza il partito di Matteo Salvini. La Lega si riconferma la prima forza politica al 27,3% anche se questa settimana perde lo 0,6% dei consensi. Il Partito democratico, invece, cresce dal 20,7% al 20,8%, stabile come secondo partito. Al terzo posto troviamo il Movimento Cinque Stelle: con 0,3 punti percentuali rispetto alla settimana scorsa, i pentastellati crescono al 15,4%. Di seguito Fratelli d'Italia, che con il 14,2% è sempre più vicino ad essere il terzo partito nel Paese. Con il 6,6%, in leggero aumento rispetto a una settimana fa, c'è Forza Italia, seguita da Italia Viva che rimane invece stabile al 5%.

Nessun cambiamento sostanziale per quanto riguarda la fiducia nel leader: al primo posto c'è sempre Giuseppe Conte con 45 punti, in crescita sulla scorsa settimana. Al secondo posto, stabile, troviamo Giorgia Meloni con un punteggio di 36. In calo, come il suo partito, Matteo Salvini è al terzo gradino del podio con 34 punti. A seguire Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi con rispettivamente 24, 21, 19 e 10 punti: i consensi per il ministro degli Esteri e per il leader di Forza Italia rimangono stabili, mentre per il segretario dem e il leader di Italia Viva sono in leggera crescita. Infine, per quanto riguarda la fiducia nel governo, il 45% degli intervistati riporta di non fidarsi del governo giallo-rosso, mentre il 36% sottolinea il proprio consenso all'esecutivo. Entrambi questi indici sono invariati rispetto a sette giorni fa.