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Covid 19

Sileri contro il bollettino quotidiano dei contagi: “Basta dati tutti i giorni, numeri bassissimi”

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ritiene che non si debba più fornire il bollettino quotidiano sui nuovi contagi da Coronavirus in Italia: “Io sono contrario a dare i dati tutti i giorni, darei il trend settimanale. In ogni caso sono dei numeri bassissimi, puoi avere 170 casi un giorno e 210 un altro, la fluttuazione è minima”.
A cura di Stefano Rizzuti
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Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, si schiera apertamente contro il bollettino quotidiano fornito prima dalla Protezione Civile e ora dal ministero della Salute sui casi giornalieri di contagio da Coronavirus. Intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, su Radio Cusano Campus, Sileri afferma: “Io sono contrario a dare i dati tutti i giorni, darei il trend settimanale. In ogni caso sono dei numeri bassissimi, puoi avere 170 casi un giorno e 210 un altro, la fluttuazione è minima”. La polemica del viceministro della Salute prosegue: “Andrebbe spiegato poi chi sono queste persone positive, sono persone sottoposte a screening, sono persone che hanno fatto il test rapido e poi il tampone? E soprattutto quant’è la carica virale? Sono malati o sono solamente dei positivi?”.

I numeri del Covid-19 secondo Sileri

Secondo Sileri “i numeri importanti sono quelli che rappresentano l'impegno del nostro servizio sanitario nazionale. Se ogni giorno calano i ricoverati in terapia intensiva, è lì che dobbiamo esprimere la realtà dei numeri. L'altro giorno si è scritto che sono di nuovo aumentati i morti. Bisognerebbe valutare anche chi sono coloro che sono deceduti. Ad esempio, ci sono state persone che sono state ricoverate dopo un incidente stradale e sono poi risultate positive al Covid, in quel caso non c’è nessuna correlazione tra la malattia e la causa del decesso”.

I casi di importazione e i migranti positivi

Il problema principale, attualmente, è quello dei casi d’importazione: “È chiaro che vi sia un incremento di contagi da coloro che provengono da zone in cui il virus è meno sotto controllo rispetto al nostro Paese. Da una parte c’è il blocco dei voli, dall'altra un maggior numero dei tamponi come avviene ad esempio per i migranti che sbarcano. Siamo nella fase in cui dobbiamo evitare che si torni in uno stato di emergenza, in questo stiamo lavorando bene. L'estate ci sta aiutando, sicuramente c’è un fattore di stagionalità del virus, ma questo non vuol dire che non dobbiamo continuare ad essere cauti”.

Sul tema dei migranti positivi, Sileri rassicura: “Bisogna essere tranquilli sul trasferimento, che viene fatto in sicurezza. Ai cittadini direi di essere più contenti del fatto che sia stato trovato un migrante positivo ed isolato, piuttosto che non venga trovato perché è sfuggito ai controlli”. Sull’ipotesi di una seconda ondata, invece, il viceministro afferma: “Noi dobbiamo tenerci pronto per poter dare una risposta, ma ad oggi nessuno può dire se la seconda ondata ci sarà o meno. Però possiamo dire che se continuiamo con le misure di precauzione e con il potenziamento del sistema sanitario, verosimilmente vi sarà un incremento di casi, ma non sarà mai così grave come nella prima fase quando il virus ci ha preso letteralmente alle spalle”, Infine, una previsione sul vaccino: “Io rimango realista e dico che sarà disponibile entro il primo trimestre del 2021”.

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