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31 Agosto 2020
18:21

Scuola, Azzolina scrive ai docenti: “Abbiamo grande responsabilità storica, sarà anno duro”

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, scrive una lettera a docenti, dirigenti e personale scolastico alla vigilia della riapertura della scuola: “Lavoriamo tutti insieme e riconsegniamo le scuole ai nostri studenti: il Paese ce ne sarà riconoscente. Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l’inizio di un percorso diverso”.
A cura di Stefano Rizzuti
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Un appello ai docenti. Un invito a lavorare tutti insieme per la ripartenza della scuola, che arriverà ufficialmente il primo settembre con i corsi di recupero del precedente anno scolastico. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha inviato una lettera ai docenti, ai dirigenti e a tutto il personale scolastico: “Lavoriamo tutti insieme e riconsegniamo le scuole ai nostri studenti: il Paese ce ne sarà riconoscente. Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l'inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall'Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi. Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle”, scrive la ministra. Qui la lettera completa.

Azzolina: programma ripartenza pronto da giugno

La ripartenza della scuola, secondo Azzolina, è stata programmata in tempo: “Già a giugno è stato varato il Piano per la ripartenza di settembre, preparato insieme ai tanti attori del sistema scolastico e istituzionale. Da allora non ci siamo mai fermati. Abbiamo collaborato con le autorità sanitarie per avere regole condivise. E se queste si sono evolute nel corso dell'estate è perché il quadro di una pandemia non è una fotografia, non è statico, e al mutare delle condizioni la politica può e deve prendere nuove decisioni. Lo abbiamo fatto. Oggi abbiamo regole chiare, tra le più rigorose in Europa”.

Ministra: non era mai successo prima

La situazione a cui la scuola si troverà di fronte non è mai stata affrontata prima, sottolinea ancora la ministra: “Ci troveremo a convivere con regole di sicurezza da rispettare e con una maggiore attenzione agli aspetti sanitari. Non era mai successo prima. So che c’à preoccupazione, è comprensibile. Ci dara sostegno la garanzia del gran lavoro fatto. Lo dico senza alcun trionfalismo, ma con soddisfazione: dati alla mano, nessuno in Europa si è impegnato così tanto nei mesi estivi per preparare la scuola a questa nuova stagione”.

La difesa dei docenti

Azzolina si rivolge anche a chi attacca in particolare il corpo docente: “Respingeremo sempre con forza le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e soprattutto su chi ci lavora. Come quelle che danno già per certa una fuga ipotetica di insegnanti dalle classi. O le narrazioni secondo cui non ci saranno corsi di recupero perché i docenti si rifiutano di farli. Traduzioni semplicistiche che rischiano di fare danno al sistema. Dimostriamo ancora una volta che il corpo dei docenti è sano. Composto da insegnanti che ci credono. Che amano il proprio lavoro e lo svolgono con professionalità e impegno”.

Scuola, obiettivo eliminare le classi pollaio

Una delle battaglie su cui punta la ministra è quella di eliminare le cosiddette classi pollaio: Azzolina vuole abolire le “classi sovraffollate. Porteremo avanti questo percorso. Così come dobbiamo immaginare e realizzare un Piano pluriennale di investimenti sull'edilizia scolastica, grazie all'impiego delle risorse provenienti dal cosiddetto Recovery Fund. Abbiamo un obiettivo preciso, da raggiungere in tempi certi: dotare il nostro Paese di scuole migliori, più sicure e funzionali alle esigenze di studentesse e studenti”. Azzolina si sofferma anche sui 2,4 milioni di banchi monoposto che verranno consegnati alle scuole: "Lo Stato non era mai intervenuto così massicciamente sugli arredi. Abbiamo letto di tutto su questi banchi. Il dibattito è stato a tratti surreale, lasciatemelo dire. Ma chi insegna, dirige una scuola o ci lavora, come voi, sa che queste dotazioni saranno importantissime per i nostri studenti, non solo per la loro sicurezza oggi, ma anche per offrire la possibilità di rinnovare la didattica domani".

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