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Governo Draghi
7 Febbraio 2021
12:26

Salvini sul governo Draghi: “Noi e il Pd avremo frequentazioni assidue, d’ora in poi”

Matteo Salvini, intervistato durante il programma ‘Il caffè della domenica’ su Radio 24, spiega così la sua “conversione europeista”: “Lascio agli altri le etichette: fascista, comunista, europeista, io sono una persona pragmatica e concreta. Se con il professor Draghi si può parlare di taglio delle tasse per far respirare le persone e le imprese, io ci sto”.
A cura di Annalisa Cangemi
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"Non ho frequentazioni assidue con il Pd ma le avremo". Una promessa, e forse una minaccia ai dem. Il segretario della Lega, Matteo Salvini lo ha annunciato rispondendo a una domanda sui presunti contatti frequenti avuti di recente con Matteo Renzi, intervenendo al programma ‘Il caffè della domenica' su Radio 24.

Il segretario leghista sa bene che tra i dem si è scatenato il panico da quando ha chiarito la sua posizione sul governo Draghi, dichiarando di essere disposto a sostenerlo, senza veti e condizioni. Sa che non solo per il Pd, ma anche per il M5s, sarà complicato accettare di governare insieme alla Lega. Sul leader di Italia viva, Salvini ha aggiunto: "Ci vediamo in Senato e ci saremo messaggiati una volta, così come con altri leader di partito", come Luigi Di Maio, aggiungendo che al contrario fa "telefonate quotidiane con Berlusconi, la Meloni e Toti".

Il leader del Carroccio spiega così il motivo della sua ‘svolta', la sua "conversione europeista" come la chiama il vicesegretario Pd Andrea Orlando, il giorno dopo il colloquio della delegazione della Lega con il premier incaricato Mario Draghi: "Lascio agli altri le etichette: fascista, comunista, europeista, io sono una persona pragmatica e concreta. Se con il professor Draghi si può parlare di taglio delle tasse per far respirare le persone e le imprese, io ci sto. Noi siamo mani, piedi, cuore e cervello in Europa ma naturalmente voglio un'Europa che difenda le imprese e l'agricoltura italiana". Il leader della Lega strizza l'occhio naturalmente al suo elettorato del Nord.

Sull'ipotesi di un suo diretto ingresso nella squadra del governo, che vedrà probabilmente la luce giovedì, Salvini dribbla: "Io ministro? Non abbiamo cominciato a pensare come Lega e con il professore Draghi a nomi e squadre. Ci vedremo martedì pomeriggio e porteremo le nostre idee. Ultima delle mie preoccupazioni è il totoministri, aspettiamo le proposte del professor Draghi. Di sicuro non siamo per appoggi esterni o astensioni benevole".

"Io non faccio partire un governo per vendetta nei confronti di qualcuno e per togliermi soddisfazioni personali, io spero che si sommino i voti di tutte le forze che daranno vita a questo governo", ha detto ancora, rispondendo a una domanda sul peso maggiore che hanno Lega e Forza Italia in Parlamento rispetto al Pd.

"All'ordine del giorno ci sono salute, lavoro, scuola e il portafoglio degli italiani – ha aggiunto – Su questi temi spero che il governo, se nascerà, non si divida tra fazioni di destra e sinistra. Poi su altri temi torneremo a dividerci, qualcuno parla di patrimoniale sui risparmi degli italiani, per me serve la flat tax" e ha concluso con una proposta: "L'impegno è che non ci sia l'aumento di nessuna tassa e la revisione Irpef al ribasso: questa potrebbe essere una mediazione utile al Paese non ai partiti".

"L'anno appena cominciato sarà economicamente e socialmente molto difficile. Il 31 marzo c'è lo sblocco dei licenziamenti e tanti imprenditori saranno costretti a rinunciare a qualche collaboratore, quindi toccare Quota 100 e alzare l'età pensionabile in un anno come questo, o il prossimo, mi sembrerebbe un errore clamoroso", ha spiegato. "Questo non significa che Quota 100 sarà una questione non negoziabile. Ci siederemo al tavolo con il professor Draghi e ne parleremo".

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