La riapertura della scuola è stata fissata a settembre. Lo ha assicurato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ma anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Eppure, ancora oggi, non si sa né come né quando si rientrerà davvero in classe. Il calendario scolastico, solitamente, viene redatto dalle Regioni con piani triennali riguardanti le aperture, le chiusure, ma anche le vacanze. Quest’anno, però, qualcosa potrebbe cambiare. Rimane però il problema dell’individuazione della data del rientro, con la prima ipotesi – quella del ritorno in classe il primo settembre – che inizia ad allontanarsi.

Quando dovrebbero riaprire le scuole

Solitamente la riapertura delle scuole per gli studenti è prevista intorno al 10 settembre, con qualche giorno di discrezionalità tra le diverse Regioni. Azzolina parlava di un rientro il primo settembre per poter permettere agli studenti di recuperare i debiti accumulati durante quest’anno scolastico terminato con la didattica a distanza. I dubbi su questa data sono legati in primis al turismo: riaprire così presto vorrebbe dire chiudere in anticipo una stagione estiva che già risentirà pesantemente dell’emergenza e della partenza in netto ritardo. Ipotesi che ora tutti sembrano voler escludere.

Rientro a scuola, rischio slittamento per le elezioni

La possibilità, concreta, è che non ci siano lezioni prima di metà settembre. O forse anche dopo. Anche se si potrebbe permettere alle scuole di decidere in autonomia se riaprire prima per far recuperare agli studenti i debiti. Il rischio di un ulteriore slittamento deriva dal voto per le elezioni regionali e amministrative. La data potrebbe essere quella del 20 settembre, che potrebbe voler dire un rinvio del rientro a scuola a tutti gli effetti al 23 settembre, se non dopo. Se le scuole riaprissero prima del voto, si rischierebbe di doverle chiudere dopo tre giorni, forse da giovedì al mercoledì successivo, considerando anche i tempi per la sanificazione degli ambienti dopo il voto. Il rinvio del rientro in classe, quindi, è probabile: se ne potrebbe parlare dal 23.

Come sarà il ritorno a scuola a settembre

Per il ritorno a scuola, però, mancano ancora le regole. La ministra Azzolina aveva riportato alcune delle proposte del Comitato tecnico-scientifico, a partire dal tanto discusso plexiglas. Ma nulla è ancora ufficiale. C’è poi il nodo mascherine: per il Comitato andrebbero indossate da tutti gli studenti al di sopra dei sei anni, ma ora Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di virologia di Padova, sostiene che basterebbe indossarle al di sopra dei 14 anni. Lo stesso Crisanti, poi, boccia l’idea del plexiglas. Le Regioni, invece, lanciano una nuova proposta: i docenti dovrebbero pulirsi da soli la cattedra ogni volta che ci sarà un cambio di ora. Così come dovrebbero pulire tutti gli strumenti utilizzati da altri docenti. Questa richiesta delle Regioni potrebbe rientrare nelle linee guida. Ma ancora non c’è nulla di ufficiale.