Il governo sta valutando se ridurre la quarantena da 14 a 7 giorni. Un'ipotesi che però è stata criticata da diversi virologi ed esperti. Anche da quelli del comitato tecnico scientifico, che ieri hanno ribadito come il periodo di isolamento debba durare due settimane e non possa (per ora) essere accorciato. Nello specifico, il comitato che ha affiancato il governo nella gestione della pandemia di coronavirus, ha analizzato la possibilità di portare a 7 o 10 giorni il periodo di tempo durante il quale osservare se una persona sottoposta a tampone risulti o meno positiva all'infezione. Sul tavolo il documento della Francia, la quale sostiene che sia effettivamente possibile ridurre il periodo di quarantena. Una posizione, quella delle autorità mediche francesi, che però non convince.

I tecnici della Protezione Civile, guidati da Agostino Miozzo, hanno deciso di approfondire. Ma intanto tutto resta com'era. Si terranno in considerazione anche i pareri degli esperti internazionali, in primis l'Oms, ma per ora la durata del periodo di isolamento non cambia. Anche perché con la riapertura delle scuole si attende un ulteriore aumento di contagi: un'altra ragione per mantenere il livello di attenzione ancora più elevato.

Sull'argomento si è espresso anche Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, che ha però sottolineato come spesso si costringono le persone alla quarantena troppo tempo, nell'attesa di un tampone. "Non è possibile dover attendere tanti giorni per la risposta di un test e nemmeno risolvere il problema a carico delle persone dicendo di stare a casa per 14 giorni, senza nessun tipo di test o indagine ulteriore", ha detto. Per poi aggiungere: "La cosa migliore è riconsiderare tutto il discorso delle quarantene mettendoci nell'ambito della valutazione dei tempi, magari inserendo dei test rapidi antigenici".

Ieri il comitato tecnico scientifico ha anche discusso la questione del doppio tampone e della capienza massima dei treni ad alta velocità. In merito non è stata ancora presa una decisione, ma il tetto potrebbe essere alzato fino all'80% per i trasporto pubblico locale.